Marco Amelia si è messo alle spalle uno dei momenti più difficili della sua vita. L'ex portiere ha raccontato in un lungo post sul suo profilo Facebook il calvario che gli ha provocato un problema all'anca, che lo ha anche spinto al ritiro dal calcio giocato.
Un problema che, per fortuna, oggi rappresenta il passato. Amelia è stato operato a Negrar e ora dovrà affrontare la lunga riabilitazione. Ma i primi tempi, già dal ritiro nel 2017, a 34 anni, non sono stati facili.
"Dovetti decidere di smettere anche se volevo ancora continuare, con la testa volevo ma il corpo diceva 'No non puoi io non ce la faccio più'. Non è stato semplice. Ho pianto tanto".
Negli anni successivi i problemi si sono acuiti e hanno provocato problemi anche nelle azioni più elementari della vita di tutti i giorni.
"Ho iniziato a camminare male anche se mi sforzavo soprattutto in pubblico di camminare bene e soprattutto non farmi vedere sofferente. Non riuscivo a prendere più in braccio i miei figli, non riuscivo più neanche a correre e la mia vita stava prendendo una strada difficile, non riuscivo a mettere i calzini, infilarmi i pantaloni e allacciare le scarpe".
La svolta arriva grazie a Andy Murray: il tennisca scozzese nel gennaio 2019 annuncia il suo ritiro dal tennis a causa del dolore. Sarebbe poi tornato in campo.
"In quella conferenza comunica che non riusciva più a giocare che sarebbe arrivato a Wimbledon, dove avrebbe giocato la sua ultima partita. Qualche mese dopo lo vedo rigiocare: stava bene, giocava con una prestazione atletica e qualità di tennis quasi come ai tempi di quando era il numero uno al mondo".
Fu la spinta decisiva per decidere di provare a rialzare la testa, dimenticare il dolore e poi ripartire. Nei giorni scorsi, dopo i ritardi causati dal Covid-19, Amelia è stato operato e ora spera di tornare presto alla normalità.
"Sogno di tornare a prendere in braccio i miei figli, di portarli a letto in braccio quando si addormenteranno con noi sul divano o nel nostro letto, sogno di mettermi i calzini da solo, di mettere le scarpe e allacciarle da solo normalmente, sogno di stare insieme a mia moglie liberamente senza soffrire, sogno di giocare con mio figlio a calcio e magari corrergli dietro. Go la speranza di fare qualche partita insieme agli altri ex giocatori legends in giro per il mondo ma soprattutto non vedo l’ora dopo Natale in poi di tornare in campo, di riprendere il mio percorso di crescita come allenatore senza più avere quelle sofferenze fisiche che mi hanno limitato negli ultimi anni".
Amelia ha intrapreso la carriera da allenatore: si è seduto sulle panchine di Lupa Roma e di Vastese.
