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Inter Mazembe Club World Cup 2010Getty Images

Every Season Goal: il 2010-2011 dell'Inter: l'anno della conquista del Mondo

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Si dice che una volta raggiunto l'apice, inizia sempre la discesa. E l'Inter, nel maggio 2010, l'apice lo raggiunse senza ombra di dubbio. Campionato, Coppa Italia e Champions League: un Triplete che ancora oggi, a distanza di dieci anni, inorgoglisce il popolo nerazzurro.

Guarda tutti i goal della stagione 2010-2011 dell'Inter

Al termine di quella stagione, però, il ciclo trionfale targato Josè Mourinho si concluse proprio a cominciare dall'addio del tecnico portoghese che, proprio dopo la finale vinta a Madrid, lasciò il club nerazzurro tra le lacrime. Apice raggiunto, stimoli finiti. O quasi. Discorso analogo sembrava poter valere anche per alcuni calciatori: in tanti ricordano ancora le sorprendenti parole di Milito che, durante i festeggiamenti post-Champions, dichiarò: "Non so se resto all'Inter, vediamo. C'è un'offerta importante, ma intanto godiamoci questa vittoria".

Alla fine Milito restò, ma qualcosa in quell'Inter si era rotta e la stagione successiva non fu per nulla facile. Oltre a Josè Mourinho, lasciarono l'Inter anche Balotelli, Arnautovic, Quaresma e Toldo. Nessuno di loro aveva avuto un ruolo cruciale nella stagione trionfale appena conclusa e, con ogni probabilità, l'idea diffusa era quella di aver messo tra le mani di Rafa Benitez una compagine in grado di ripetersi.

Al tecnico spagnolo furono "regalati" anche il giovane Coutinho e Jonathan Biabiany, che fu definitivamente riscattato. Entrambi avrebbero dovuto ricoprire il ruolo di alternative di lusso, ma si trovarono ben presto ad essere perni della squadra. 

Coutinho InterGetty

Fu infatti decisamente impronosticabile la serie di infortuni che colpì il club nerazzurro: da Julio Cesar a Samuel, dallo stesso Milito a Cordoba, da Maicon a Thiago Motta: nessuno quell'anno fu risparmiato da un periodo di stop, più o meno lungo che inevitabilmente condizionò la stagione dell'Inter.

Un avvio di campionato un po' balbettante, inaugurata con la vittoria della Supercoppa Italiana, ma seguita dal ko in Supercoppa Europea contro l'Atletico Madrid. Poi la sconfitta all'Olimpico contro la Roma arrivata nei minuti di recupero a far scattare una piccolo segnale d'allarme, pur smentito da alcune prove esaltanti.

E' l'anno del 4-3 contro il Tottenham (sì, quello della tripletta di Bale), ma anche della figuraccia nel ritorno a White Hart Lane. Ma quella era solo la fase a gironi. Agli ottavi di finale la stagione nerazzurra vive il momento più esaltante: si tratta della qualificazione acciuffata all'ultimo respiro, contro il Bayern Monaco nella rivincita della finale dell'anno precedente. Successo del Bayern per 1-0 a San Siro nella gara d'andata, punteggio sul 2-2 all'Allianz Arena nella sfida di ritorno: all'88' ci pensa Goran Pandev a fare esplodere i tanti interisti presenti in Germania. Ancora una beffa per i tedeschi, ancora una gioia per i nerazzurri.

GoranPandevYouTube

Ma quella gioia dura poco: quella, infatti, è la stessa stagione del clamoroso 2-5 subìto a San Siro contro lo Schalke 04 ai quarti di finale che, di fatto, costa all'Inter l'eliminazione dalla Champions. Quel giorno Stankovic realizza un goal fantastico, ma non basta. E anche al ritorno i nerazzurri perdono, per 2-1.

Alla fine il campionato lo vince il Milan, nonostante una buona striscia di risultati inanellati da Leonardo, subentrato a Benitez durante la sosta natalizia, avesse illuso i nerazzurri. Il derby di ritorno, vinto con un netto 3-0 dai rossoneri il 2 aprile, chiuse ogni discorso Scudetto.

Nonostante un campionato un po' altalenante - e sicuramente deludente in virtù dei fasti della stagione precedente - l'Inter riuscì comunque a portarsi a casa tre titoli. Detto della Supercoppa, i nerazzurri bissarono anche il successo in Coppa Italia, piegando in finale il sorprendente Palermo col punteggio di 3-1. Ma quella travagliata stagione fu anche quella dell'agognata conquista del Mondiale per Club.

Inter Mazembe Club World Cup 2010Getty Images

La finale annunciata tra Inter e Internacional di Porto Alegre non ebbe luogo perchè i brasiliani furono clamorosamente eliminati dagli africani del Mazembe che sfidarono dunque in finale i nerazzurri.  Una resistenza troppo tenue per la squadra - all'epoca guidata ancora da Benitez - che grazie ai goal di Pandev, Eto'o (quello festeggiato con la famosa esultanza dei sacchetti della spesa) e Biabiany salirà sul tetto del Mondo.

Una consolazione tutt'altro che magra. L'Inter, oltre ad essere l'ultimo club italiano a vincere una Coppa Europea, fino ad ora è anche l'ultimo a salire sul tetto del Mondo.

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