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Casillas Mourinho Diego Lopez

Iker Casillas, il numero 1 senza posto fisso: una carriera di dualismi al Real

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Iker Casillas ha lasciato il calcio. Si è chiusa così una carriera gloriosa, vincente, unica. Ma non sempre semplice, nonostante l'ex leggenda del Real Madrid sia stata eletta per cinque anni miglior portiere del mondo, classificandosi secondo dietro al nostro Buffon nella classifica stilata dall'IFFHSS per il decennio 2000-2010.

Pur vincendo praticamente tutto con Real Madrid e Spagna, infatti, Casillas non ha quasi mai avuto il posto da titolare assicurato. Fino allo storico scontro con José Mourinho, che lo porterà a lasciare la Casa Blanca per chiudere al Porto, ultimo club di una carriera che si è conclusa di fatto a febbraio 2020 con il preannuncio del ritiro, forzato dall'infarto miocardico acuto che lo aveva colpito nel maggio 2019.

Iker Casillas arriva al Real quando ha solo 8 anni e fa tutte le trafile delle giovanili al Madrid. Finché nel 1999/2000, appena diciottenne, l'allora allenatore Toshack gli affida la porta della prima squadra a scapito di un monumento come Bodo Illgner, oltre che di una vecchia conoscenza del nostro calcio come Albano Bizzarri.

Alla prima stagione Casillas vince subito Liga e Champions League giocando da titolare la finale tutta spagnola contro il Valencia. Sembra l'inizio di una lunghissima carriera senza ombre, ma la storia sarà molto diversa.

L'INFORTUNIO DI CESAR E LA SECONDA CHAMPIONS

Dopo un'altra stagione da titolare inamovibile, infatti, nel 2001/02, complice un periodo di appannamento normale nel percorso di crescita di un giovane portiere, Del Bosque lo relega in panchina preferendogli il modesto Cesar.

Casillas però si prende la propria rivincita nella partita più importante, quando subentra al posto dell'infortunato Cesar e con le sue parate durante la finale contro il Bayer Leverkusen mette la firma su un'altra Champions del Real Madrid. La seconda in tre anni da professionista.

LO SCONTRO CON MOU E IL DUALISMO CON DIEGO LOPEZ

Iker Casillas Jose Mourinho Real Madrid 2012Getty

Abbastanza per riprendersi definitivamente il posto tra i pali senza troppe discussioni, almeno fino a quando sulla panchina del Real Madrid non arriva un certo José Mourinho. E' la stagione 2012/13 quando lo Special One dopo una serie di scontri decide di mettere il portiere fuori rosa per scelta tecnica, preferendogli il giovane Adan(poi meteora al Cagliari). Una scelta definitiva quella di Mou, tanto che il portoghese, anche a causa di un infortunio rimediato nel frattempo da Casillas, nel gennaio 2013 chiede e ottiene l'acquisto di Diego Lopez.

"Come portiere Diego Lopez mi piace più di Casillas. Non ci sono problemi personali, non voglio pregiudicare nessuno. É una questione tecnica: a me piacciono i portieri che giocano bene coi piedi, che escono bene, che dominano lo spazio aereo. Casillas è un portiere fantastico tra i pali, ma io preferisco un altro tipo di portiere".

Il rapporto con lo Special One, d'altronde, non è stato certo idilliaco come raccontato dallo stesso Iker dopo il trasferimento al Porto.

"Penso che se mi capitasse di nuovo prenderei il toro per le corna e affronterei Mourinho. In quel momento ho scelto di stare zitto e ho pensato che fosse il modo migliore di onorare i valori del Real Madrid".

Casillas quindi diventa ufficialmente una riserva, situazione che non cambia neppure nella stagione successiva nonostante l'avvicendamento tra Mourinho e Ancelotti. Anche il tecnico italiano infatti gli preferisce Diego Lopez lasciando a Casillas solo le gare di coppa, cosa che gli consentirà comunque di giocare da titolare la tiratissima finale contro l'Atletico Madrid e sollevare al cielo di Milano la Decima.

L'ULTIMA STAGIONE E L'ADDIO AL REAL

Nell'estate del 2014 il Real cede Diego Lopez al Milan e scommette su Keylor Navas, ma almeno inizialmente a riprendersi il posto da titolare tra i pali è Iker Casillas. Lo spagnolo gioca così da protagonista quella che sarà il suo ultimo anno al 'Bernabeu'. Al termine della stagione, infatti, Casillas decide di risolvere il contratto che ancora lo lega al Real per accasarsi al Porto.

Il suo nome però resterà indissolubilmente legato al Madrid, dove Casillas è rimasto 25 anni tra giovanili e prima squadra vincendo qualcosa come 18 trofei, a cui vanno aggiunti due Europei e un Mondiale con la Spagna più un campionato portoghese e una Supercoppa del Portogallo. Una carriera da numero 1, insomma. Ma senza posto fisso.

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