Ogni volta che parla riesce in qualche maniera a lasciare il segno e dar vita a un tam-tam mediatico di assoluta rilevanza.
Non fa eccezione nemmeno questa volta. Zlatan Ibrahimovic ha concesso un'intervista alla tv francese Canal+, nel quale ha parlato delle sue condizioni fisiche nel corso di una stagione che per ora lo sta vedendo relegato ai box.
"Non so quando tornerò. Vedrò quando andrà bene. Ho sofferto troppo a lungo e non voglio avere fretta. L'età non cambia nulla, perché la qualità c'è ancora. È una questione di motivazione, di passione. Non si tratta più di ricevere, ma di dare. Quando si è giovani, si ha un ego diverso. Ora voglio dare di più. Il più a lungo possibile".
L'attaccante del Milan sottolinea poi gli sforzi effettuati nel corso degli anni per arrivare al livello che ha raggiunto.
"Fin dal primo giorno ho voluto essere il più forte. Meglio di tutti, ovunque. Ho sempre voluto fare carriera. Ma non si tratta di obiettivi, si tratta di essere il più completo possibile. Ho lavorato e mi sono sacrificato. Mi ha fatto crescere come persona".
Il sogno, ormai destinato a rimanere tale, è la vittoria della Champions League. Un traguardo mancato che però non sembra tormentare particolarmente lo svedese.
"Qualche rimpianto per la mancata vittoria della Champions League? No. Ho fatto di tutto per vincerla? Ha cambiato il mio modo di giocare? No. Sono ancora il miglior calciatore con o senza Champions League".
Infine torna sull'esperienza al Barcellona, ma questa volta evita di mandare stilettate verbali a Messi e Pep Guardiola come invece è accaduto in passato.
"Il mio ricordo peggiore? Credo sia stato il Barcellona, ma non per il calcio. Lì mi è capitato di pensare troppo. Sì, ho deluso me stesso. Ho fatto le cose in modo diverso. Ho pensato due volte prima di agire e mi sono deluso. Lì ho perso la mia identità. Poi l'ho ritrovata e questo mi ha permesso di conquistare il mondo".


