
I più giovani non lo ricorderanno, e anche i più grandi, visto che si tratta di una meteora della nostra Serie A, potrebbero non conoscerlo. Ed in effetti, basta cercare il nome di Ianis Zicu su google per capire che le sue imprese calcistiche in Italia non sono propriamente il fiore all'occhiello della sua carriera.
In Italia è conosciuto dai più giovani soprattutto per un episodio recente, risalente al 2017. In una intervista, mentre raccontava i suoi momenti all'Inter, Zicu comincia a sparare a zero su un idolo nerazzurro come Maicon.
"Nell’Inter di Mourinho c’era un giocatore che spesso si presentava ubriaco all’allenamento del lunedì: era Maicon. Mourinho chiamò tutti i ragazzi e chiese loro cosa si poteva fare. Allora si decise di spostare l’allenamento dalla mattina alla sera affinché Maicon avesse il tempo per recuperare. Sono cose che in una squadra possono capitare".
Queste le sue parole, che fecero infuriare il terzino brasiliano. Il giorno dopo, Maicon rispose per le rime a Ianis Zicu.
"Non so nemmeno chi sia Zicu, non l'ho mai visto e non ho mai giocato con lui all'Inter. Per questo non capisco il perché di queste accuse, forse per ottenere un po' di notorietà. Non è assolutamente vero nulla di tutto ciò, non sono mai arrivato ubriaco agli allenamenti. Se davvero fosse stato così non avrei mai vinto tutti quei trofei con la maglia nerazzurra".
Eppure, oltre le diatribe mediatiche, in passato Ianis Zicu era molto di più, o quantomeno prometteva di diventarlo. Comincia a farsi notare in patria da giovanissimo con la maglia della Dinamo Bucarest. Dai 17 ai 20 anni si fa notare nel massimo campionato rumeno, qualche goal e tantissimi assist. Qualcuno addirittura parla di 'erede di Hagi'.
Getty ImagesE' in questa fase della sua carriera che lo nota l'Inter. Ma, molto probabilmente, il suo acquisto da parte dei nerazzurri nasce anche da un rimorso passato di Massimo Moratti. L'Inter nel 2000 acquista Adrian Mutu, definito da tutti come il nuovo crack del calcio rumeno.
All'Inter in campionato gioca appena 10 partite e dopo soltanto un anno viene ceduto al Verona. Il giocatore comincia a brillare, poi si trasferisce al Parma ed esplode definitivamente. Massimo Moratti comincia a mangiarsi le mani per averlo fatto partire troppo presto.
Ianis Zicu un paio di anni dopo comincia a brillare in Romania, ricorda molto per le movenze Adrian Mutu e a Massimo Moratti allora si accende la lampadina in testa: provare a ripetere l'operazione. Lo acquista nel 2004 dalla Dinamo Bucarest, giovanissimo, e subito lo manda in prestito al Parma. Zicu raccontò qualche anno dopo quel giorno del suo arrivo in Italia.
"Quando arrivi lì a 19, 20 anni riesci a capire poco: c'è un'altra organizzazione. Arrivai negli uffici di Massimo Moratti, dopo 20 minuti di attesa entrai. Mi misero il contratto davanti: io non capivo l'italiano, non riuscivo a capire. Firmai l'ultima pagina e finì lì. Dopo due giorni mi mandarono a Parma nell'operazione del ritorno di Adriano all'Inter. Il Parma voleva molti soldi, l'Inter inserì tre giocatori nell'affare, me compreso".
Fatto sta che al Parma fa fatica ad imporsi. Gioca un anno e mezzo in prestito in Emilia, 278 minuti con la maglia del Parma in totale in serie A: tre ammonizioni e zero goal, questo recita il suo bottino nella massima serie del calcio italiano. Uno score che ovviamente non è sufficiente a garantirgli un futuro in Italia.
Durante l'esperienza al Parma viene anche clamorosamente radiato da tutte le Nazionali della Romania dopo essersi rifiutato di entrare in campo, dalla panchina, nella gara di Under 21 contro la Repubblica Ceca.
Così dopo l'esperienza crociata decide di tornare in patria e l'Inter lo manda in prestito alla Dinamo Bucarest per rilanciarsi. Ed in effetti tra la Dinamo Bucarest e l'esperienza di un anno dopo al Rapid, torna a rinascere.
Nel 2007 la Dinamo Bucarest decide allora di acquistarlo a titolo definitivo dall'Inter. Il giocatore lascia così in modo totale la squadra nerazzurra, con il non invidiabile bottino di tre anni trascorsi sotto contratto e zero, zero, partite giocate all'Inter. Un flop a 360°.
In Romania continuerà a giocare bene per anni, poi inizierà a girare il mondo, con un'ottima stagione trascorsa anche al Gangwon in Sud Corea. Evidentemente era l'Italia il suo tallone d'Achille e si avrà la conferma di questo qualche mese dopo.
Torna infatti in Italia nell'agosto 2007, ma non per un trasferimento in una squadra italiana. Con la sua Dinamo Bucarest affronta la Lazio per i preliminari di Champions League. Si gioca all'Olimpico, è la grande occasione di riscatto. Ma passano solo sei minuti e Ianis cade a terra dopo un contrasto: rottura dei legamenti del ginocchio destro, otto mesi di stop. Niente, l'Italia non è proprio il suo Paese...


