Fosse stato per il Borussia Dortmund, a quest'ora Achraf Hakimi sarebbe stato ancora un giocatore giallonero. Lo avevano detto i dirigenti gialloneri: c'era la volontà di tenerlo, ma i 40 milioni di costo del cartellino erano indiscutibili. E così l'Inter ha ringraziato, ha offerto un contratto convincente al giocatore e accontentato le richieste del Real Madrid. Già, il Real Madrid . Chi ha cresciuto il marocchino, chi lo ha lanciato e se l'è goduto per qualche mese. Prima di mandarlo per due anni in prestito nell'estate 2018.
Al Borussia ha iniziato da terzino a quattro, poi ha avanzato il suo baricentro, giocando spesso anche da ala nel 4-2-3-1. Poi Favre ha varato un 3-4-3 in cui Hakimi aveva solo licenza di attaccare. Regalando enormi gioie, come la doppietta proprio all'Inter nella scorsa edizione della Champions League. D'altro canto la fase difensiva non è mai stata il suo forte. Chiedete al PSG: nel ritorno degli ottavi di finale della scorsa stagione si è perso Neymar su un corner che poi è stato decisivo in negativo per il BVB.
Al Real Madrid hanno preso nota di tutto. Pregi e difetti. Mentre il nome del marocchino classe 1998 veniva accostato ai club di mezza Europa, Bayern compreso. Zidane ha fatto le sue valutazioni: meglio o peggio di Carvajal? Nella testa del tecnico madridista, forse, non meglio. E con Hakimi che aveva voglia di giocare e non fare panchina, la cessione è diventata la soluzione per risolvere il ballottaggio. Con tanti rimpianti da parte dei tifosi, che hanno messo nel mirino il tecnico e la dirigenza per non aver puntato sul prodotto del settore giovanile.
GettyAnche il procuratore dell'attuale numero 2 dell' Inter non ci è andato piano, prendendo di mira Zidane e additandolo come colpevole dell'addio estivo.
“Zidane è la ragione per la quale Hakimi è andato all’Inter. Sta a lui dare spiegazioni. Penso che un ritorno di Hakimi al Real non sia ora opportuno, alla luce della presenza di Carvajal, ma sono sicuro che il futuro di Hakimi sia brillante dopo questo step in avanti”.
Spiegazioni vere e proprie in realtà non ne sono mai arrivate. Varane prima della sfida contro i nerazzurri ha affermato che il suo ex compagno “ ha preso la decisione che pensava fosse migliore per lui ”. Zidane a luglio aveva parlato di due punti di vista: la parte sportiva e quella economica. Tradotto: difficile dire di no a un'offerta da 40 milioni, una plusvalenza piena, per un giocatore che forse sarebbe stato una seconda linea. Non una novità: Marcos Llorente, Theo Hernandez, Reguilón, De Tomás, Kovacic. In precedenza anche Morata. Conta il talento, ma conta anche monetizzare quando si può.
17 presenze, due goal, un assist. Con questi numeri si è chiusa la vita madridista di Achraf Hakimi in prima squadra alla casa blanca . Meno di quanto sperasse, evidentemente. Anche perché non ha mai nascosto di sentirsi davvero madridista fino in fondo. Ha definito la capitale spagnola 'casa sua', ricordando al momento della sua partenza che non si dice mai 'addio' alla città della propria vita. Forse a Dortmund si sono un po' risentiti, ma certamente lo hanno compreso. A Milano, invece, sperano di fargli cambiare idea.




