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Anthony Martial Sevilla 2021-22Getty

A gennaio ha "rifiutato la Juventus per giocare di più": il futuro di Martial è un rebus

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Dura, la legge del calcio, soprattutto con le promesse: quelle rivolte da Anthony Martial al Siviglia sono sempre state genuine, spontanee e sincere, bisogna dirlo, ma qualcosa a un certo punto è andato storto.

L'attaccante francese classe 1995 finora non è riuscito a ripagare le attese di inizio carriera, maturate al momento della sua esplosione al Monaco e coincise con il suo trasferimento al Manchester United.

Rimasto ai margini della formazione allenata prima da Ole Gunnar Solskjaer e poi da Ralf Rangnick, Martial ha deciso di cambiare aria a gennaio, per ritrovare continuità: una delle opzioni era la Juventus, alla ricerca di un sostituto di Federico Chiesa, infortunato, ma dal francese è arrivato un rifiuto.

"E' vero, la Juve ha cercato di ingaggiarmi a gennaio, ma ho detto al mio agente che preferivo andare al Siviglia. E' stata la decisione giusta perché sapevo che avrei giocato", ha spiegato al Diario di Siviglia.

L'esperienza spagnola di Martial, però, non è andata benissimo: Julen Lopetegui lo manda in campo all'esordio al centro dell'attacco contro l'Osasuna. Poche settimane dopo mette a segno il suo primo e unico goal con il Siviglia in Europa League, contro la Dinamo Zagabria.

Giocherà in tutto 12 partite tra Liga e coppa, complici alcuni problemi fisici e con qualche difficoltà nell'inserimento nei meccanismi di squadra: a luglio tornerà alla base, al Manchester United.

E qui si apre un nuovo capitolo, con ogni probabilità di mercato: cosa pensa Erik ten Hag di Martial? Lo includerà nel progetto tecnico o verrà ceduto? A gennaio cercava più spazio, rifiutando la Juve (si parlava anche del Barcellona), ma adesso si ritrova al punto di partenza, di fronte al proprio futuro.

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