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Bernardeschi Italy EstoniaGetty

In goal e senza pressioni: con l'Italia è un altro Bernardeschi

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4-0 facile facile, sofferenza praticamente pari a zero e buona prova di coloro che possono tranquillamente essere considerati delle riserve: l'Estonia non era un avversario particolarmente probante, ma l'Italia sperimentale scesa in campo agli ordini di Evani (che ha sostituito Mancini, bloccato dal Covid-19) si è ben comportata.

Tra le note più liete figura sicuramente Federico Bernardeschi, schierato sull'out di destra offensivo nel 4-3-3 con Lasagna e Grifo a completare il reparto: l'esterno ha collezionato una sfilza di 7 in pagella, impreziositi dal prestigioso numero 10 indossato sulle spalle.

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Una risposta ai critici e alle difficoltà incontrate con la Juventus, che lo hanno fatto diventare una sorta di capro espiatorio: a sua parziale discolpa, c'è l'impiego in una posizione diversa che probabilmente non lo ha aiutato, avendo giocato in più di una circostanza da ala sinistra o, addirittura, da esterno a tutta fascia sulla corsia mancina.

A Firenze, invece, Bernardeschi ha tirato fuori dal cilindro uno dei suoi migliori pezzi forti con il goal del momentaneo raddoppio: sinistro perfetto dopo essersi accentrato dalla destra e quinto goal in assoluto in azzurro, il quarto segnato durante la gestione Mancini. L'unico a far meglio in questa speciale classifica è Belotti con cinque marcature.

Per l'ex viola tanti motivi di cui andare fiero: tra i 22 sul terreno di gioco è stato quello che ha creato il maggior numero di occasioni (3), mentre i cross sfornati sono stati 7. L'unico dato negativo riguarda i possessi persi (14), caratteristica che ha contraddistinto anche il suo rendimento con la Juventus.

Per il resto nulla da eccepire sulla prova di Bernardeschi, apparso libero dal punto di vista psicologico e sgombro dalle pressioni subite dall'ambiente bianconero, causate da frequenti voci di mercato che spesso e volentieri lo hanno dato tra i partenti e i sacrificabili.

Eppure alla fine Bernardeschi è rimasto a Torino, contro tutto e tutti: starà a Pirlo recuperare un calciatore di ottimo livello che ha soltanto bisogno di respirare fiducia attorno a sé, prerogativa fondamentale per rendere al meglio e lasciare il segno come spesso avviene con la Nazionale.

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