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Robin Gosens Atalanta Napoli Serie AGetty

Goal da Bordocampo - Atalanta-Napoli, lo show di Gasperini e Gattuso

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Atalanta-Napoli è un po’ la resa dei conti. Dopo la vittoria in Coppa, per tenere sulla corda i suoi, Gattuso aveva fissato un obiettivo altissimo: “Andiamo a prenderci il quarto posto”. I punti di distacco dall’Atalanta sono troppi, ma se accorci nello scontro diretto… meglio caricarsi un po’, Insigne punta tutto sul caffè.

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Già dal riscaldamento si capisce che uno come Ilicic se la vive serenamente, il Gewiss è il salotto di casa sua in fondo. Gattuso no: osserva, medita, la voce la conserva per la gara. 

Ingressi separati ma non tanto, lo spazio per un abbraccio tra capitani c’è: “Grande Papu, dove giochi oggi? Mah, vediamo”. Esatto, vediamo: Gomez è ovunque serva, pensiero indipendente, per la geometria si abbassa, per l’attacco si allarga. Se c’è da rincorrere lo fa, se c’è da essere rincorso, oggi non lo prendi.

Dura poco la partita di Ospina, scontro in area e sopracciglio lacerato.Koulibaly è una roccia in difesa, anche a parole, se la prende con Caldara:“La palla è già andata via e tu vai in scivolata? Scivoli senza guardare il pallone? Così gli fai male!”. Il taglio è profondo, lo spavento dei suoi compagni anche, meglio lasciare il posto a Meret. 

David Ospina Atalanta Napoli Serie AGetty

Pochi tiri, gara tattica, il Napoli imbriglia Zapata ma il pericolo è sulle fasce. Gattuso lo sa e martella gli esterni: “Matte lo devi marcare, non lo devi guardare”, urla incessantemente a Politano, e poi “Mario corri, Mario rientra, Mario pressa”, ma quante volte ha chiamato Mario Rui?

Nel secondo tempo in effetti Mario fa il suo, ma un altro Mario, Pasalic. Il Gasp si scioglie, la panchina si riversa in campo e l’Atalanta in attacco. E arriva il 2-0. Azione super, sembra tutto bello. E invece no, in questo preciso istante scatta il paradosso: se fin qui Gasperini non ha quasi mai aperto bocca, da qui in poi non darà tregua a nessuno. Concede giusto un: “Grande Papu, grandioso”, quando il suo numero 10 lascia il posto a Muriel.

Sorriderà solo al fischio finale, i suoi - distrutti - un po’ meno. Castagne fa fatica a camminare: si è fatto tutto il secondo tempo con Gasperini a pochi metri, una pressione costante, tirare il fiato non era un’opzione. E’ proprio il suo mister ad accompagnarlo fuori dal campo. Il Gasp è fatto così: ti sfinisce per 90’ e poi, quando hai dato proprio tutto, arriva a sorreggerti.

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