Sputare acqua per Prince significa espellere energie negative. Via i cattivi pensieri e testa solo alla partita: oggi mi voglio divertire, sembra pensare. Un po’ di stretching, un tiro sotto l’incrocio e un sorriso alla camera. Ah già! Quasi dimenticavo: bite in bocca, perchè nei contrasti duri gli viene da digrignare i denti.
In Serie B se non vuoi farti male, non puoi tirare indietro la gamba nemmeno per un momento. Boateng in campo detta i tempi, è lui che alza e abbassa il ritmo della gara a piacimento. Chiama sempre la palla, vuole che i compagni lo cerchino anche quando è raddoppiato e poi li manda in porta con giocate così: fuori categoria.
Sì, forse non è più quello di prima, ma fisicamente è esplosivo, fa una quantità incredibile di scatti: uno, due, tre, quattro... non riesco davvero a tenere il conto! Quando si innervosisce attiva il pressing per riconquistarla, e spesso la prende pure. E se non ce la fa sbraita come un matto, manda tutti a quel paese, poi strappa via il nastro dal polso. Il carattere è sempre quello: le responsabilità lo esaltano e la voglia di vincere viene prima di qualsiasi altra cosa.
DAZN“E’ giallo questo, va in porta!” Quando non se la prende con l’arbitro lo fa con gli avversari, ma se c’è qualcuno a terra, si butta fuori il pallone. Di lui ti resta il carisma, perché i compagni cercano sempre la sua approvazione. Le parole sono dosate, l’atteggiamento è positivo, è lucido anche nelle spiegazioni: “Hai fatto 80 metri, sei stanco morto, gira e gioca semplice!” Sì certo.. semplice fino alla trequarti, poi bisogna creare, inventare, intrattenere: “Ehi tu, mettiti bene col corpo quando la ricevi!”
Il goal del vantaggio è anche roba sua: alza le braccia al cielo, indica Barberis che ha iniziato l’azione, e poi a turno tutti vanno a complimentarsi. Perché battere il cinque a Boateng è benzina emotiva, ricarica compagni, e pure avversari. “Prince, ce la fai fisicamente?”. “Sto benissimo Cri, lasciami dentro!”, risponde all’allenatore. Rete del 2-0 e altro allungo per aiutare la squadra. La fatica si fa sentire: “Ti prego mister, ancora 5 minuti...”. Ora basta Prince, cambio, non sei più un ragazzino!
Lui si accomoda ai piedi della panchina, ma si comporta come se fosse un docente in materia. Quando apre bocca giocatori e staff si girano ad ascoltarlo: un suo consiglio proprio non me lo voglio perdere. Alla fine soffre ed esulta insieme alla squadra. E dopo una vittoria bisogna sempre festeggiare, corsa sotto la curva come se ci fossero i tifosi. Boateng resta sempre al centro dell’attenzione, anche quando esce dal campo. E nessuno, nemmeno chi gioca con lui, ha dubbi sul suo valore: “Prince è il nostro Ibrahimovic...” dice un suo compagno nell’intervista post partita.


