La Juventus regola 2-0 la Cremonese e consolida il secondo posto in classifica, in attesa che il 22 maggio venga fatta chiarezza sulla nuova penalizzazione che andrà a ridisegnare la classifica dei bianconeri e non solo.
I goal di Fagioli e di Bremer hanno dato una sterzata positiva ad una serata iniziata con il dramma sportivo di Paul Pogba alla prima da titolare e nuovamente ko dopo appena 23' a causa dell'ennesimo problema muscolare della sua stagione.
Un nuovo infortunio, dunque, ad appesantire il bilancio di una stagione semplicemente da incubo per il francese. Un nuovo infortunio con cui fare i conti per Massimiliano Allegri che, mai come quest'anno, si è trovato nelle condizioni di dover plasmare una creatura che, a conti fatti, ha dovuto rinunciare a tanti pezzi pregiati.
Proprio così perché nello sviluppo di questa complicatissima annata per il club bianconero, il tecnico livornese non ha praticamente mai avuto la rosa completa a disposizione.
Se Pogba era stato acquistato in estate in qualità di fiore all'occhiello del centrocampo bianconero, inquadrato come il leader tecnico che avrebbe dovuto cogliere la pesante eredità di Paulo Dybala, la missione è semplicemente naufragata, con il francese che ha trascorso, di fatto, un intero anno in infermeria.
Per non parlare di Federico Chiesa che, dopo la rottura del crociato del gennaio del 2022, ha impiegato oltre un anno prima di tornare a completa disposizione. Chiesa che nel toto-formazioni estivo avrebbe dovuto completare il tridente con Vlahovic e Angel Di Maria, ma anche il Fideo - quantomeno fino al Mondiale vinto con l'Argentina - ha fatto continua spola tra campo e infermeria.
Pogba, Chiesa e Di Maria. I tre punti cardine sui quali Allegri avrebbe voluto innestare una formazione chiamata a giocarsi lo Scudetto e a ben figurare in Europa. A conti fatti, uno scenario ampiamente disatteso.
Il dato che fotografa questa situazione è rappresentato proprio dalle scelte dell'allenatore bianconero che, da agosto 2021, ossia da quando è tornato a sedersi sulla panchina della Juventus ha collezionato 104 panchine ufficiali, schierando 104 formazioni differenti.
Tutto vero. Allegri non ha mai riproposto lo stesso undici per almeno due partite consecutive nel corso delle ultime due stagioni. Un dato esplicativo. La certifica sul fatto che la parola continuità, dalle parti di Torino, continua ad essere un pesantissimo tabù per una squadra che nel corso di questo biennio ha faticato enormemente a trovare una sua identità.
Ci ha provato Allegri, a più riprese. Ma troppe volte è stato costretto a sacrificare ciò che aveva in mente per la sua Juve facendo di necessità virtù. Perché al netto delle critiche nei confronti di un gruppo che ha registrato troppi pochi progressi dal punto di vista del gioco e della personalità, va riconosciuta l'impossibilità ormai cronica di poter attingere a tutte le migliori risorse a disposizione.
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