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Gladstone Juventus Getty/GOAL

Il centrale brasiliano dimenticato: Gladstone, un minuto con la Juventus e addio

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Dopo Julio Cesar, Gladstone e Lucio, un nuovo centrale brasiliano alla Juventus, Bremer. Torniamo un po' indietro. Julio Cesar, sì ovvio, quattro anni in bianconero e una Coppa UEFA. Lucio, sì, meteore da Madama dopo aver guidato l'Inter nel Triplete. E in mezzo? Gladstone. Sì, il difensore verdeoro davanti al portiere dimenticato, che nè i vecchi tifosi ricordano. Tantomeno gli avversari, vista la brevissima parentesi a Torino. Tra l'altro in un anno, il 2005/2006, passato alla storia per ovvi motivi calciopoliani.

Se di Julio Cesar si ricordano gli amanti della Juventus di inizio anni '90 (sì, non il portiere dell'Inter con il medesimo nome) e di Lucio tutti quelli che hanno vissuto il calcio nella metà del nuovo millennio, Gladstone è rimasto ancorato al tempo, senza riuscire a venire fuori fino all'acquisto di Bremer, che ha riportato in auge il passato verdeoro di Madama. Un passato fatto soprattutto di attaccanti negli anni '50, '60 e '70, che ha avuto modo di incrociare anche flop, meteore, bidoni e qualche eccezione negli altri reparti. Una lista di Athirson, Diego, Felipe Melo e l'altro Melo, l'attuale Arthur.

E' nell'estate di 17 anni fa, decisamente meno calda dell'attuale, che la Juventus lo acquista in prestito dal Cruzeiro, estasiata dalle prestazioni nel Mondiale Under 20 del 2005, in cui mostra prestanza fisica e precisione. In Olanda arriva terzo, sconfitto in semifinale dall'Argentina di un ragazzo che deve togliersi continuamente i capelli dagli occhi. Leo Messi.

La dirigenza della Juventus non ha comunque dubbi, vede delle potenzialità in Gladstone. E anche se dovesse andare storto qualcosa, il suo acquisto è solamente in prestito, con diritto di riscatto fissato a tre milioni. In più il brasiliano può essere anche la soluzione per arrivare a qualche occasione di calciomercato difficile da sbloccare, soprattutto una volta girati gli occhi verso Roma, dove due giocatori hanno attirato l'interesse della Vecchia Signora: uno è Amantino Mancini, l'altro Antonio Cassano.

Gladstone Pereira della Valentina arriva in prestito con diritto di riscatto, unendosi ad un reparto che vede Cannavaro e Thuram centrali titolari imprescindibili e i vari Kovac e Chiellini come sostituti. Tudor è stato invece piazzato a Siena per lasciare spazio al brasiliano, con passaporto comunitario. Uno status essenziale per l'acquisto in prestito oneroso da 150.000 euro.

Sceglie il numero 26, indossato per anni da Davids, una casacca che in futuro correrà sulla fascia nella schiena di Lichtsteiner. Non convocato per la prima gara contro l'Empoli, finirà in panchina nella seconda che vedrà la Juventus battere di misura la Cenerentola Chievo. Zero minuti, ma primi assaggi di Serie A. A distanza, senza avere nemmeno mai le briciole. Perchè Gladstone, nel massimo campionato italiano, non giocherà mai.

Dopo una seconda panchina contro il Lecce, Gladstone continuerà a non figurare nell'elenco dei giocatori in panchina, riuscendo a giocare solamente pochi secondi: a gennaio, in Coppa Italia contro la Fiorentina. Subentrato al posto di Balzaretti sul risultato di 4-1, avrà modo di vedere sulle sue spalle il bianconero per qualche istante, prima di finire in sede e accordarsi sul trasferimento in prestito al Verona.

"Sono felice di questa scelta – evidenziava Gladstone nell'inverno 2006 – alla Juve non giocavo, e spero quindi di trovare maggiore spazio qui a Verona. Voglio imparare in fretta, anche perché mi sono reso conto che il calcio italiano è molto più complesso del nostro. C’è maggiore contatto, ci sono altre velocità di gioco. Ma la sfida è davvero intrigante. Spero di poter lasciare il segno".

"Non voglio essere considerato giocatore di passaggio. Mi piacerebbe restare a Verona per due o tre anni. E sarebbe il massimo crescere insieme. Ho parlato anche con il mister con me è stato molto chiaro. Qui c’è grande concorrenza, mi metto in fila con tutti gli altri, e aspetto il momento giusto per poter dire la mia. Siamo all’inizio, e mi auguro di poter partire nel modo migliore".

Retrocesso in Serie B, avrà modo di giocare quattro gare da titolare, siglando anche un goal (nella sconfitta 3-2 contro l'Arezzo). Sembra l'inizio di una grande storia, ma dopo due ingressi da subentrato, Gladstone finirà regolarmente in panchina senza più vedere il campo fino all'ultima giornata di campionato. Il match contro il Cesena sarà l'addio al Verona, alla Juventus e all'Italia.

Sono i giorni di Calciopoli, i giorni in cui il riscatto non verrà riscattato. Gladstone rimarrà in Europa per lo Sporting Lisbona, prima di tornare in Brasile e continuare una carriera da girovago nel proprio paese (con tappa in Romania al Vaslui). Senza gloria, fino al ritiro nel 2020. Ora fa l'allenatore, guardando indietro al passato. Probabilmente con rammarico, dimenticato dai tifosi della Juventus, treno che ha avuto una sola fermata in Coppa Italia, fermandosi brevemente prima di ripartire.

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