In carriera la Premier League l’ha disputata 17 volte, Steven Gerrard. Le prime da giovane promessa, altre da punto di riferimento, parecchie da capitano e bandiera. Tutte, rigorosamente, con addosso la maglia del Liverpool.Vittorie? Nessuna.
Uno dei centrocampisti più forti della nostra epoca, probabilmente il miglior calciatore inglese del 21° secolo, ha conquistato 7 Coppe Nazionali e 4 Coppe Europee, inclusa la Champions League di Istanbul contro il Milan ma mai, proprio mai, la Premier League.
Una maledizione la sua, che ha raggiunto il suo apice nel 2014 quando il suo celebre ‘scivolone’ in occasione dello scontro diretto perso contro il Chelsea, ha spento le ultime speranze di titolo per i Reds.
Getty ImagesUna maledizione, appunto, la sua, che il campionato non è riuscito a vincerlo nemmeno nella breve parentesi negli States dove nelle due stagioni trascorse con la maglia dei Los Angeles Galaxy addosso non è riuscito ad andare oltre il 6° posto.
Non si può certo affermare che la sua sia stata una carriera avara di soddisfazioni, ma la mancata conquista del titolo nazionale è stato sempre un cruccio per chi, come il piccolo Steve, è cresciuto col mito del grande Liverpool di Kenny Dalglish.
Cruccio del Gerrard calciatore che, sicuramente, non si porterà dietro il Gerrard allenatore che al terzo tentativo, dopo due secondi posti, è riuscito ad aggiudicarsi il suo primo titolo nazionale da allenatore, conquistando la Scottish Premier League sulla panchina dei Rangers, un’impresa tutt’altro che semplice se si tiene conto del fatto che ai ‘Gers’ il titolo mancava da dieci anni e che, in mezzo, hanno affrontato un fallimento e una tortuosa risalita.
Un trionfo mai in discussione, quello dei Rangers, che hanno dominato il campionato al punto tale da ottenere la matematica conquista del titolo ancor prima della Poule Scudetto.
Una festa che a Glasgow, sponda Rangers, prosegue ancora: il 4-2-3-1 disegnato da Gerrard ha ben figurato anche in Europa League, dove la corsa degli scozzesi è stata interrotta soltanto agli ottavi di finale dallo Slavia Praga.
GettyGerrard è riuscito anche a regalare visibilità anche a calciatori che, nel pieno della loro maturità calcistica, non erano ancora riusciti a imporsi: dai terzini Tavernier e Barisic alla punta colombiana Morelos, dall’anglo-giamaicano Roofe ai centrocampisti Aribo e Kamara, fino ad arrivare a quel Ianis Hagi, il figlio del mitico Gheorghe, che con la maglia della Fiorentina, non aveva lasciato il segno e che ora, invece, piace a mezza Europa.
E a mezza Europa piace, ovviamente, anche Steven Gerrard, il cui futuro non è ancora stato delineato.
Una cosa però è certa: in cima alla lista dei desideri di Gerrard c’è quello di conquistare la Premier con il Liverpool. E se non ce l’ha fatta da calciatore, ha ancora tanto tempo a disposizione per provarci da allenatore.




