La stagione 2022/23 del Genoa ha un nome e un cognome: Alberto Gilardino. L'allenatore 40enne, subentrato in corsa a Blessin, ha cambiato faccia alla squadra e dato vita ad una straordinaria risalita che sa già di Serie A.
La vittoria contro la Reggina nell'anticipo della 31esima giornata di Serie B è stata la quarta di fila per Gilardino, che inoltre non subisce goal da ben sei gare. Con lui il Genoa, granitico e divertente, ha cambiato faccia. E i tifosi, che vanno allo stadio in 30mila, sono felicissimi.
Merito dell'attaccante Campione del mondo, che dirige il traffico dalla panchina. Gilardino infatti a bordocampo raramente resta seduto. È così dalla prima esperienza da allenatore al Rezzato in Serie D, dove nel 2019 subentra da vice e arriva fino alla semifinale playoff persa contro la Pro Sesto, vincitrice finale. Poi Pro Vercelli e Siena tra C e D prima dell'approdo nell'estate 2022 nella città della Lanterna, sponda rossoblù, per guidare la formazione Primavera.
Con la stessa maglia che il tecnico biellese aveva già vestito da calciatore, ora crescevano i ragazzi di fronte a lui. Il salto alla prima squadra avviene pochi mesi dopo, cioè il 6 dicembre scorso, in sostituzione di Alexander Blessin che lascia i 'grifoni' quinti con 23 punti dopo 15 giornate.
La fiducia del club viene subito ripagata, perché con Gilardino il campionato rossoblù svolta: il nuovo tecnico raccoglie 37 punti in 16 giornate nelle quali perde una volta sola, il 5 febbraio in casa del Parma.
Con lui il Genoa, da quinto che era, è arrivato fino ad uno stabile secondo posto, (momentaneamente) a +8 dal Sudtirol terzo (sconfitto da Gila nella gara d'esordio) e a -3 dal Frosinone capolista che sembrava già in fuga. Il tutto significa profumo intenso di promozione diretta, con sette gare da giocare da qui alla fine. Sette finali a disposizione di Gilardino per scrivere definitivamente una pagina di storia genoana.


