Negli scorsi giorni la Lega di Serie A ha ufficializzato il taglio degli stipendi per i tesserati: di un terzo se la stagione non dovesse riprendere, di un sesto in caso contrario. Proposta ritenuta "irricevibile" dall'Associazione Italiana Calciatori guidata da Damiano Tommasi.
Sullo scottante tema è intervenuto ai microfoni di 'Radio24' l'amministratore delegato del Monza, Adriano Galliani, spiegando come questo provvedimento sia necessario soltanto quando l'atleta in questione gode di una retribuzione che possa permettergli di arrivare senza problemi a fine mese.
"Fare qualcosa a livello di sistema è dura, bisogna prendere in considerazione i singoli casi in maniera mirata. Chi guadagna 60 milioni deve fare un sacrificio in più: mi spiace citare Cristiano Ronaldo, ma non puoi trattarlo come un calciatore dell'Under 23. Non si può tagliare qualche mese a tutti senza fare distinzioni, giocatori e presidenti devono capirlo".
Il club brianzolo ha optato per la decurtazione degli ingaggi ma non di tutti i tesserati, facendo qualche eccezione.
"Al Monza abbiamo tagliato il 50% dello stipendio dei giocatori della prima squadra e dell'allenatore, non al massaggiatore o a chi avrebbe avuto problemi a fare la spesa con una riduzione del genere".

