Il licenziamento di Zvonimir Boban ha lasciato strascichi pesanti in casa Milan: l'allontanamento del dirigente croato non è piaciuto a Zlatan Ibrahimovic, poco convinto di restare a Milano anche dopo il 30 giugno, quando scadrà il suo contratto con il 'Diavolo'.
Dopo quella data (o anche più tardi qualora venissero prorogati tutti i contratti) lo svedese sarà un calciatore libero: opportunità ghiotta per il Monza dell'amministratore delegato Adriano Galliani che fino all'ultimo ha provato a convincerlo a sposare l'ambizioso progetto, senza tuttavia riuscirci.
Con queste dichiarazioni riportate da 'Il Corriere della Sera', il dirigente lombardo ha di fatto spento il sogno di vedere Ibrahimovic con addosso la maglia biancorossa.
"Mettiamo una pietra tombale sul sogno Ibrahimovic. Il suo mancato arrivo al Monza è un effetto collaterale del virus".
Galliani aveva proposto al giocatore un biennale che lo avrebbe reso la stella indiscussa di una squadra con l'obiettivo di conquistare la prima storica promozione in Serie A.
"Alla luce della crisi mondiale e dell’incertezza sulle date della ripresa di questo campionato e di inizio del prossimo, il progetto sfuma".
A questo punto prende quota l'ipotesi del ritiro definitivo di Ibrahimovic che non sembra più avere gli stimoli giusti per proseguire l'avventura italiana. Come Galliani avrebbe voluto.


