Una vita spesa sui campi di Serie B con il sogno del grande salto: all'età di 29 anni Cristian Galano non ha mollato l'obiettivo Serie A, ma il suo nome è finito spesso sulla bocca degli appassionati per quella particolare somiglianza con Arjen Robben, il giocatore a cui viene accostato ormai da una vita.
Un po' per quella simile fisicità, un po' per quel mancino che spesso riesce a incantare, Galano è per tutti ormai il 'Robben di Puglia', o anche il 'Robben della Capitanata'. Attaccante esterno impiegato spesso a destra, dove può accentrarsi per rientrare sul sinistro, il classe '91 ha segnato 85 reti in 372 partite in una carriera spesa per gran parte nel capoluogo pugliese.
Ai microfoni della 'Gazzetta dello Sport', Galano ha ironizzato sull'accostamento con il fuoriclasse olandese:
"Forse ricordo Robben per i pochi capelli e per le movenze, ma non esiste paragone. Lui è stato un fenomeno, io provo a difendermi. Non so chi è stato il primo a chiamarmi così, ma mi fa piacere anche solo ricordare in parte un giocatore del genere".
Dopo il fallimento del Bari il salto in Serie A è stato vicinissimo quando arrivò il Parma, che lo mandò in campo solamente una volta in Coppa Italia per poi comunicargli che non avrebbe puntato su di lui.
A quel punto Galano decise di accettare la chiamata del Foggia per giocare finalmente nella sua città: una scelta che si rivelò poi disastrosa con i mille problemi societari del club rossonero e sole 21 presenze collezionate. L'esordio in Serie A è però solamente rimandato, per Cristian ci crede ancora fermamente.
"Non è troppo tardi per arrivare in Serie A, quello è il mio grande sogno e combatterò fino all'ultimo per realizzarlo. Penso di avere ancora 2-3 anni. Ciccio Caputo ci è riuscito, con lui ho giocato insieme a Bari, lui dimostra che non c'è un'età per poter raggiungere i risultati".
Un sogno che Galano cercherà ora di realizzare con la maglia del suo Pescara, prima mettendo al sicuro la salvezza e poi chissà, forse il 'Robben pugliese' trascinerà i suoi verso la scalata. Per centrare un obiettivo che ora più che mai, a 29 anni, sembra sempre più attuale.


