Il protocollo della finale di Coppa d'Africa? Rispettato solamente per certi aspetti, spazzato via per altri. Dopo il successo del torneo da parte del Senegal, per la prima volta sul tetto del continente, la prassi della cerimonia ha fatto esplodere i social per quanto accaduto. Felicità, tristezza e regole.
Se Manè ha cominciato a toccare e baciare la coppa prima della consegna da parte del numero uno camerunense Paul Biya nella tribuna presidenziale, se gli assistenti del direttore di gara Gomes hanno stupito tutti strappando selfie e autografi curiosi con i presenti, a far scalpore è stata soprattutto l'intervista con il portiere dell'Egitto, Gabaski.
Insuperabile nei rigori in semifinale e quarti, Gabaski si è dovuto arrendere in finale, dopo aver parato tutto nei tempi regolamentari e supplementari. Ha parato una conclusione dagli undici metri anche nella lotteria dei rigori, ma non è bastato. E' stato così premiato come MVP del match contro il Senegal. In lacrime.
Nonostante la grande tristezza per la finale persa, Gabaski si è dovuto presentare davanti alle telecamere subito dopo il k.o, così da ricevere il premio come miglior giocatore della finale. In lacrime, con il premio in mano, l'estremo difensore dello Zamalek è apparso visibilmente turbato, ma comunque presente per ragioni di protocollo e sponsor.
Tra l'altro, a conquistare il premio come miglior portiere del torneo è stato Mendy, numero uno del Senegal Campione d'Africa. Una decisione che ha stupito, considerando il ruolo decisivo di Gabaski in tutto il torneo. Un torneo che non doveva neanche giocare, visto il ruolo di secondo. Il k.o di El Shenawy ha aperto la strada della titolarità, fino all'ultimo rigore segnato da Mané.
Con il premio in mano, a Gabaski è stato chiesto quali fossero le sue sensazioni dopo aver conquistato il premio come miglior portiere della finale. Stupito dalla domanda, il 33enne ci ha messo un po' a rispondere:
"Non c'è niente da dire, meritavamo di vincere".
