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Giovedì scorso, a margine di un discorso pubblico sui cambiamenti climatici, il presidente dello Schalke aveva evidenziato come invece di aumentare le tasse sarebbe meglio finanziare la costruzione di 20 centrali all'anno in Africa:
"In questo modo gli africani la smetterebbero di abbattere alberi e produrre figli quando fa buio".
Indignazione in Germania e polemiche che stanno andando avanti anche dopo la pena comminata dal consiglio dello Schalke, composto da tre giudici, un commercialista e un pastore evangelico. Tonnies è finanziatore del club da 25 anni, nonchè presidente del consiglio di sorveglianza.
Tonnies ha violato lo status del club e i piani altissimi non hanno potuto non prendere un provvedimento. Diverse associazioni e media tedeschi continuano però a chiedere l'addio alla società: le scuse e i tre mesi di sospesione non hanno minimamente placato gli animi.
Intanto la commissione etica della federazione ha aperto un'inchiesta per valutare ulteriori provvedimenti. Processo di quattro ore e mezza per Tonnies, con lo Schalke che ha comunque evitato di bollare tutto come razzismo:
"Il consiglio è giunto alla conclusione che l’accusa di razzismo è infondata. Tuttavia Tönnies è accusato di violare il principio di non discriminazione sancito dallo statuto. Riconosciuto il suo rammarico, il presidente si dimetterà dall’incarico come membro del Consiglio di Sorveglianza e per un periodo di tre mesi, dopodiché riprenderà il suo posto".

