Una vita alla Juventus senza mai esordire in Prima squadra, poi un lungo giro per la provincia italiana. In mezzo una breve avventura in Grecia, fino all'ultima tappa: Huesca, Spagna, dove Francesco Scardina scende in campo da capitano al 'Camp Nou' contro il Barcellona di Messi e Iniesta.
L'occasione giusta arriva a 31 anni quando Scardina, svincolato dopo l'ultima esperienza con la Nocerina, riceve la chiamata di un vecchio amico allora direttore sportivo del'Huesca.
"Ho avuto la fortuna di conoscere Luis Helguera, ho giocato tre anni con lui a Vicenza".
La squadra spagnola milita in Segunda Division B, l'equivalente della Serie C italiana, ma Scardina come spiegato a 'gianlucadimarzio.com' accetta l'offerta e parte per la Spagna.
"Non ci ho pensato due volte, era un’esperienza che volevo provare, anche perché è un Paese che ho sempre amato. Il mio migliore amico vive e lavora a Siviglia, la lingua già la conoscevo. In Italia avevo perso la passione per il calcio: tutte quelle regole, le clausole, i limiti di età… Non ne potevo più".
La carriera di Scardina però come detto inizia da giovanissimo alla Juventus, dove scala il settore giovanile e strappa pure qualche convocazione in Prima Squadra.
"Ho fatto tre panchine in Champions, 15 anni di settore giovanile e tre di ritiro con la prima squadra. Ho avuto la fortuna di incontrare Montero, una delle persone più umili che abbia mai conosciuto. Aiutava tanto noi giovani, soprattutto me che giocavo nel suo ruolo. Sono stato in ritiro con Del Piero e Zidane, è stata una bella fortuna. Ancelotti era una persona tranquilla, si vedeva che se ne intendesse di calcio. Sapeva parlare alla squadra, ma non si esponeva mai".
Tanti, ovviamente anche i rapporti umani creati durante la sua lunga militanza in bianconero.
"Gasbarroni, Sculli, Maresca… Ma il mio padre calcistico è Gasperini. L’ho avuto dieci anni, sette alla Juventus e tre a Crotone”.
Crotone è una delle tante tappe toccate in carriera da Scardina che ha indossato pure le maglie di Cesena, PAOK, L'Aquila, Vicenza, Chievo, Cittadella e Nocerina. Fino alla chiamata dell'Huesca, appunto. E pazienza se il Barcellona nello scontro in Coppa del Re dilagherà 8-2.
"Mi tengo nel telefono la foto al Camp Nou: io, capitano del Huesca, a centrocampo con Iniesta, capitano del Barcellona. Sono un tipo scherzoso e quando la faccio vedere al bar, non ci crede nessuno. Un anno fa ho smesso, dopo aver riportato la squadra in serie B. È cambiata la dirigenza e ho preferito rescindere. Da ragazzo ho studiato informatica, ma l’ufficio non fa per me".
Scardina, come racconterà al 'Corriere.it', inizia così una nuova carriera dietro il bancone. Bar tender con un sogno nel cassetto.
"Ho seguito un corso e mi sono buttato: ho bisogno di stare in mezzo alla gente e sono molto contento della mia scelta. Il mio sogno adesso è aprire un chiringuito sulla spiaggia".
Il destino però avrà in serbo ancora una sorpresa per Scardina, che oggi svolge il mestiere di nutrizionista. La terza vita del ragazzo cresciuto alla Juventus che ha trovato fortuna in Spagna.




