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Kluivert NiceGetty

Fournier a GOAL: "Ho convinto Kluivert mostrandogli le strutture del Nizza"

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Da ormai diversi anni il Nizza è una delle realtà più competitive della Ligue 1, merito di una crescita pensata e costruita nel tempo: attualmente occupa il secondo posto alle spalle del PSG marziano e sogna l'approdo ai gironi di Champions League, soltanto sfiorati nel 2017/18 quando arrivò l'eliminazione al playoff per mano del Napoli.

Il progetto rossonero è tra i più ambiziosi di Francia e porta la firma indelebile di Julien Fournier, direttore sportivo e 'cervello' dei risultati ottenuti dal Nizza negli ultimi anni: intervistato da GOAL, ha espresso tutto il suo orgoglio per un'evoluzione positiva che continua a regalare soddisfazioni.

"È un concetto che si è evoluto nel corso degli anni. Quando arrivai dieci anni fa, il Nizza era un club che lottava per la salvezza, con tanti giocatori d'esperienza e dediti alla lotta. A poco a poco abbiamo dato vita a questo nuovo sviluppo e il nostro obiettivo è quello di prendere regolarmente parte alla battaglia per le coppe europee. Ciò che viene chiamato 'progetto' è per noi un piano, un'ambizione che si evolve di pari passo col club".

Galtier ha scelto di lasciare la panchina dei campioni di Francia del Lille per sposare la causa del Nizza.

"Io e lui ci conosciamo da 20 anni, abbiamo sempre avuto un legame: quindi, senza che glielo accennassi, sapeva di questo progetto".
"Lo avevamo scelto come nostro tecnico prima che si laureasse campione di Francia. Sarebbe stato il nostro allenatore anche se non avesse vinto la Ligue 1. La sua nomina è arrivata al momento giusto in relazione al suo profilo e agli obiettivi della società".

Della rosa nizzarda fa parte anche Justin Kluivert, vecchia conoscenza della Roma.

"Inizialmente il Nizza non lo allettava molto, nonostante lo avessimo eliminato dai playoff di Champions nel 2017 quando giocava con l'Ajax. Veniva da tre squadre che avevano giocato la Champions e forse aspirava ad altro. Così l'ho portato al nostro centro d'allenamento durante una partita col Reims, questo mi ha permesso di mostrargli tutte le strutture e di parlare con lui in totale segretezza. All'epoca non potevo dirgli chi sarebbe stato l'allenatore, ma lo rassicurai sotto questo aspetto. In seguito è tornato una seconda volta con Calvin Stengs: ci siamo chiusi per una mattinata in ufficio parlando di questioni tattiche con Galtier, spiegandogli anche le nostre ambizioni".
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