Pubblicità
Pubblicità
ll85ti72xwjh1jf3ub9wuiixh

Fluminense-Italia e gli altri match "dimenticati" dagli almanacchi

Pubblicità

Domenica sera l’Italia scenderà in campo contro il Fluminense, in una gara non ufficiale che riporta in auge dopo più di vent’anni una vecchia consuetudine delle Nazionali, che nei giorni immediatamente precedenti un grande torneo scendevano in campo in contesti quantomeno ibridi.

Fino all’inizio degli anni’90 infatti il regolamento FIFA non consentiva amichevoli ufficiali a ridosso di Mondiali ed Europei, costringendo le Federazioni a bizzarri escamotage: così l’Italia giocò spesso partite non inserite negli almanacchi, senza la divisa ufficiale, ma teletrasmesse in diretta dalla RAI. Ne vogliamo rievocare quattro, ciascuna con la sua particolarità.

L’8 giugno 1982 l’Italia di Bearzot gioca contro lo Sporting Braga, squadra di mezza classifica portoghese ben lontana dagli exploit degli ultimi anni. Dopo le deludenti amichevoli ufficiali, questo è l’ultimo test prima del debutto contro la Polonia. Ci si attende la goleada, finisce solo 1-0 con goal di Graziani, e apriti cielo. Tuttavia, 9/11 di quella formazione titolare (tranne Marini e Antognoni) saranno gli stessi che, un mese dopo, si laureeranno campioni del mondo al Bernabeu.

Quattro anni dopo, l’Italia si accosta al Mondiale in Messico tra eccessiva riconoscenza nei confronti dei reduci dal 1982 e un ricambio generazionale denso di incognite. Per acclimatarsi meglio ai 2000 e passa metri d’altezza di Città del Messico, l’Italia affronta il Guatemala in un contesto surreale: niente maglie ufficiali, inni nazionali suonati alla chetichella, e un migliaio di tifosi messicani che irrompono in tribuna violando l’iniziale disposizione delle porte chiuse. Finisce 4-0 per l’Italia, con tripletta di Altobelli e goal di Galderisi. Per “Nanu” la beffa di non vedersi conteggiare negli almanacchi il suo unico goal in Nazionale.

Una situazione simile l’ha vissuta anche Paolo Maldini, al quale non è capitato tanto spesso di segnare una doppietta. Ci riesce il 1 giugno 1988, quando l’Italia gioca a Varese contro il Lugano in una partita preparatoria per l’Europeo in Germania Ovest. Gli altri goal vengono segnati da Altobelli e da Gianluca Vialli, tartassato dai difensori ticinesi e costretto a uscire prima del tempo per precauzione. Pochi giorni prima la truppa di Vicini aveva affrontato e battuto “solo” 3-0 il Lussemburgo. Altri tempi.

L’aneddoto più curioso risale però a due anni dopo, alla vigilia di Italia’90. L’Italia programma due test non ufficiali oltre la data limite della FIFA, e dopo il pareggio 0-0 contro la Grecia a Perugia del 30 maggio, due giorni dopo gli azzurri si spostano ad Arezzo per giocare contro il Cannes, squadra di Ligue 1 francese. La curiosità non sta tanto nel 3-0 finale firmato da Vialli (doppietta) e De Napoli, quanto nel fatto che al 79’ entra in campo tra i francesi al posto di Mlinovic, un trequartista di origini algerine non ancora 18enne, con appena un paio di presenze in prima squadra. Il suo nome è Zinedine Zidane, e incrocerà molte altre volte i destini del calcio italiano, fino alla sua ultima partita da giocatore, sedici anni dopo, all’Olympiastadion di Berlino.

Pubblicità