Il Dundalk è una delle scoperte dell'Europa League 2020/21. Un club irlandese alla fase a gironi di una competizione europea. Ci era già riuscito quattro anni fa, quando si è anche tolto lo sfizio di vincere una partita. Non aveva però avuto l'occasione di sfidare un club nobile come l'Arsenal all'Emirates Stadium. Una notte da sogno per una squadra costruita con nomi sconosciuti ai più. Con un allenatore che non ha nemmeno la Licenza UEFA Pro, che fino ad agosto non aveva mai allenato un club professionistico, di nome Filippo Giovagnoli.
Classe 1970, nato in Umbria e cresciuto ad Apecchio nelle Marche, si è fatto un nome tra Serie C e Serie D negli anni '90. Ha giocato nel Sansepolcro e soprattutto nel Rondinella, in quella che vent'anni fa era definita come la seconda squadra della città di Firenze. A fianco a lui in Serie C2 aveva un compagno di squadra speciale: un giovane AndreaBarzagli, alle prime armi nel calcio professionistico.
Parallelamente al pallone, Giovagnoli studiava scienze sportive. Capì di voler allenare dopo un'amichevole contro la Fiorentina, nella quale giocava Batistuta. Si rese conto dii essere "ossessionato dalla fase difensiva", come ha ammesso al Guardian. Ha iniziato dalle giovanili del Gubbio, prima di trasferirsi a New York per "espandere i propri orizzonti", aprire una scuola calcio e lavorare alla Metropolitan Oval academy, la scuola dei giovani talenti dell'area metropolitana di New York. Ha lavorato anche con il Milan, sempre negli States.
Il 25 agosto ha ricevuto la chiamata del Dundalk, club irlandese di proprietà americana. Non un caso, visto che il nome di Giovagnoli era (ed è) rinomato in USA. Con lui, il fido vice Giuseppe Rossi. Prima esperienza nel calcio professionistico, a 49 anni. Tra i candidati c'era anche RobbieKeane, uno il cui nome in Irlanda ha un certo peso. Invece il club ha fatto una scelta impopolare e che ha scatenato gli scettici.
Il tecnico umbro ha preso in mano una squadra appena eliminata al primo turno preliminare di Champions League dal Celje, club slovacco. Si è posto come priorità la qualificazione alla fase a gironi di Europa League. Un percorso favorevole e tre vittorie contro l’Inter Club d’Escaldes, lo Sheriff e il KÍ Klaksvik lo hanno reso realtà.
Getty ImagesIeri sera, dentro al suo abito nero e con un berretto in testa, è entrato all'Emirates Stadium da capo allenatore. Anche se il suo nome non era quello in distinta: non è ufficialmente l’allenatore riconosciuto dall'UEFA, perché non ha la Licenza UEFA Pro. In più, al Dundalk è ancora 'ad interim'. Vive in un B&B in attesa che la società gli proponga un contratto. Non ha ancora vinto tanto quanto il suo compagno di difesa delle Rondinelle, ma ha realizzato uno dei suoi grandi sogni. Anche una sconfitta per 3-0 può diventare memorabile.


