Stimato dai compagni, apprezzato dai tifosi, temuto dagli avversari. E del resto era difficile non farsi venire qualche paura alla vista di quel fisico scultoreo, altezza e muscoli fusi assieme, il simbolo perfetto del centravanti. Era questa la vita di Fernando Llorente. Fino a oggi.
L'ex centravanti tra le altre di Juventus e Napoli ha ufficialmente annunciato il ritiro dal calcio. Lo ha fatto su Instagram, sempre più il mezzo preferito dai calciatori per comunicazioni del genere. Un post lungo, sentito, scritto in spagnolo, italiano e inglese, ovvero le lingue dei quattro campionati in cui Llorente ha militato nel corso della propria carriera: Liga, Premier League, Serie A e Segunda División.
"Da quando ero piccolo sognavo di diventare un calciatore - ha scritto Llorente - Chi lo avrebbe detto che avrei vissuto tutto quello che il calcio è stato in grado di darmi nella mia vita. È stato un viaggio lungo, ma che grazie al sacrificio, all’umiltà e alla passione mi ha permesso di continuare a giocare in grandissime squadre, nelle quali ho sempre cercato di dare il meglio di me.
Vorrei ringraziare tutti per le opportunità donatemi e per l’affetto dei tifosi che sempre mi hanno sostenuto in tutti questi anni.
Sono stato un privilegiato per aver potuto godere di tutti i preziosi momenti che il gioco del calcio mi ha fatto vivere e per tutte le grandi persone, amici, che durante il viaggio, mi ha fatto conoscere. GRAZIE".
38 anni, origini basche, Llorente ha iniziato e sviluppato la propria carriera con la maglia dell'Athletic. Poi la Juventus, con tanto di Champions League sfiorata nel 2015. Quindi il Siviglia, lo Swansea, il Tottenham, il ritorno in A per giocare con il Napoli, l'Udinese, l'Eibar nella Segunda División spagnola.
L'annuncio del ritiro, in realtà, è una conferma. Perché già qualche mese fa Llorente aveva rivelato che l'esperienza con la maglia dell'Eibar sarebbe stata l'ultima della carriera. "Se mi vedrete ancora? No: ho chiaro cosa farò. Farò sport e giocherò a padel", diceva a Movistar+ a febbraio. Il calcio, insomma, è già un ricordo.
.jpg?auto=webp&format=pjpg&width=3840&quality=60)