Non sempre Antonio Conte ascolta i suggerimenti dei propri giocatori. Quando lo fa, però, capita che funzioni. Soprattutto quando si parla di Diego Costa. Come è capitato con il Chelsea nella sfida contro il West Bromwich nella stagione 2016/17, chiusa col trionfo finale.
A raccontare l’aneddoto alla ‘BBC’ è stato Cesc Fabregas, portato al Chelsea da Mou e rimasto fino al gennaio 2019, quando ha lasciato la squadra allenata da Maurizio Sarri.
“Nei primi tre mesi con Conte non ho giocato molto. Aveva chiarito che voleva un centrocampista con caratteristiche diverse. Giocava Matic, poi mi sono infortunato e ho avuto poco spazio. Poi siamo andati a giocare a Manchester col City, avevamo vinto 7 partite di fila. Conte mi ha detto che dovevo giocare, Matic era fuori. Vincemmo 3-1, feci assist a Diego Costa per l’1-1. Ho fatto capire al mister che potevo contare su di me”
La partita dopo Fabregas tornò in panchina. L’avversario era il West Bromwich. E la partita, come spesso capitava nelle Midlands con i Baggies, non si sblocca.
“Loro difendevano bene. La gara era perfetta per uno come le mie caratteristiche, ma i minuti passavano e io non entravo. Ricordo che Diego Costa si avvicinò alla panchina e urlò a Conte: ‘Metti dentro Cesc!’. Due minuti dopo Conte, che aveva fatto finta di non sentirlo, mi chiamò. Dopo due minuti feci assist a Costa”.
In fondo uno dei segreti del Chelsea di Conte che vinse la Premier era proprio questo: un fuoriclasse del calibro di Fabregas in panchina.


