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FabregasDAZN/GOAL

Riecco Fabregas: assist contro il Cosenza e rigore lasciato a Cutrone

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In un biennio cinematografico caratterizzato dall'esplosione del multiverso, dall'ingegnoso Everything Everywhere All at Once alle ultime deludenti pellicole del Marvel Cinematic Universe, l'acquisto di Cesc Fabregas da parte del Como appariva come una nuova sceneggiatura di tal nuovo filone. In cui veniva raccontato un universo parallelo al cui interno in Campione del Mondo scendeva in Serie B per vestire la maglia dei lariani.

Parliamo invece del nostro universo, in cui lo spagnolo ha effettivamente firmato per una squadra della seconda serie italiana. Senza però vivere una stagione da Premio Oscar. Ora, però, Fabregas prova a rinascere.

Lo fa con la gara del 26esimo turno contro il fanalino di coda Cosenza, essenziale per allontanarsi dalla zona calda e provare ad inserirsi nel mare di squadre in lotta per un posto nei playoff.

Una sfida in cui Fabregas è stato tra i migliori in campo dopo mesi di attesa. Suo l'assist - da calcio d'angolo - che ha permesso a Gabrielloni di sbloccare il risultato: il secondo in stagione dopo quello contro la SPAL. In mezzo problemi fisici, panchine, match deludenti e ingressi a partita in corso.

Per Fabregas il Como è una scelta di vita dopo la Ligue 1 e il Monaco, per continuare a mettersi alla prova, ma anche in prospettiva di una crescita del marchio societario, a cui puntano il presidente Wise e i fartelli Hartono, proprietari indonesiani di una società decisa a rivedere le stelle della Serie A nel lungo periodo.

La prova contro il Cosenza ha visto Fabregas anche lasciare il possibile penalty del 2-1 sui piedi di Cutrone: senza il rigorista Cerri, è stato l'ex Milan ad incaricarsi del tiro dopo aver scambiato qualche parola con il compagno di squadra. Proprio Cutrone si era procurato il rigore, con fallo di mano da parte di Vaisanen sulla sua conclusione ravvicinata.

Fabregas dimostra a corrente alterna di poter ancora dire la sua nel mondo del calcio giocato, ma il suo pensiero è già rivolto ad una carriera da allenatore: già al momento della presentazione con il Como aveva evidenziato di essere in procinto di iniziare gli studi per il patentino.

Ora l'ex Barcellona, due volte Campione d'Europa con la Spagna, è al lavoro per diventare allenatore. Non ci sono momenti di pausa in questi mesi al Como: è uomo immagine, giocatore, ma anche studente.

"Vivo alla giornata ma in senso positivo" ha raccontato alla Gazzetta qualche settimana fa. "Fisicamente e mentalmente mi sento ancora un calciatore ma mi accorgo che sempre più spesso mi ritrovo a pensare come un allenatore, a studiare, ad analizzare cose a cui forse un giocatore non pensa. È una fase di transizione che mi diverte molto ma che allo stesso vivo in maniera molto seria”.

Agli ordini di Longo, ma anche allenatore in campo. Studia giocando, dimostrando di avere ancora i piedi per essere Fabregas. Con la mente, però, ormai rivolta ad un futuro in giacca e cravatta qualche metro più indietro, dietro la linea. In panchina.

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