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Fabio Pecchia, l'Avvocato del centrocampo che oggi guida il Parma

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Avvocato, tanta Campania nell'album dei ricordi, i successi con la Juve: tutto questo - e molto altro - è Fabio Pecchia da Formia, oggi professione allenatore, che ha tra le mani il timone del Parma.

'L'Avvocato' Pecchia. L'allora centrocampista si guadagna il nomignolo grazie ad anni passati sui libri a metabolizzare norme e Diritto con sacrifici e dedizione, che lo portano a laurearsi in Legge parallelamente al prato verde. L'Avvocato Pecchia imbocca la via del pallone, quella meno mnemonica, quella fatta di cuore, grinta e passione, pur senza mutare nel DNA.

"Lui per me era 'Avvocato' - rivela l'ex compagno Arturo Di Napoli a 'Juventus News 24' - lo chiamavo così perché all’epoca si stava laureando e quindi per me era questo il suo soprannome. Nonostante la sua giovane età, aveva già una grande considerazione nell’ambiente. Si allenava a mille, era molto scrupoloso, faceva grandi sacrifici. Un professionista esemplare. Era un giocatore di spessore, quindi era già un mezzo allenatore anche quando faceva il calciatore. Racconto questo aneddoto su di lui: indossava il numero 41 nella sua esperienza a Siena e, nel tunnel del sottopassaggio prima dell’ingresso in campo, mi venne incontro e mi disse: 'Da avvocato proprio il 41 bis mi potevo prendere…'. Questo era il mio rapporto con Fabio".

A svezzare Pecchia nel calcio è l' Avellino, a fargli alzare l'asticella il Napoli: cattura-palloni col vizio dell'inserimento e del goal, arma in più resa velenosa da un'ottima tecnica di base. Sotto al Vesuvio le stagioni sono felici, Fabio è sempre tra i migliori, diventa capitano e sfiora pure una Coppa Italia segnando in finale al Vicenza. Ma se dal punto di vista personale è un 'magic moment' (nel 1996 vince l'Europeo Under 21), i partenopei navigano in cattive acque e devono cederlo per far respirare le casse: a chi? Alla Juventus, non proprio l'ultima della classe.

Ametrano Pecchia Napoli VeronaWikipediaFabio Pecchia Juventus

In bianconero si ritrova davanti mostri sacri del ruolo, in quell'annata gioca poco ma dice comunque la sua, contribuendo in maniera fattiva alla conquista dello Scudetto '97/98 e della Supercoppa Italiana.

"Quando arrivai alla Juve dovevo capire che non era un disonore giocare poco avendo davanti Zidane, Deschamps e Davids - ammette Pecchia a 'Il Mattino' - Invece, commisi lo sbaglio di chiedere di andar via nonostante avessi il mio spazio".

Dopo 12 mesi con Madama passa alla Samp, poi torna a Torino ma cambia maglia, indossando quella granata. Napoli isola felice dicevamo: impossibile non farci una nuova puntatina. Peccato però che il momento storico degli azzurri sia quello che avvierà la società al fallimento, così l'azzurro-bis di Pecchia si traduce nella retrocessione in B. Ma non senza essersi fatto nuovamente apprezzare dai tifosi per impegno e capacità realizzativa: un suo goal alla Roma nel 2000/2001 per poco non fa saltare i piani Scudetto di Totti e soci, divenuti campioni d'Italia 90 minuti più tardi ma che al 'San Paolo' pregustavano una festa rimandata... dall'Avvocato.

Fabio Pecchia NapoliGetty

I restanti anni da calciatore di Pecchia recitano Bologna (tripla avventura), Como, Siena, Ascoli, Frosinone e Foggia. In Puglia si laurea mentre gioca, nel 2009 appende gli scarpini al chiodo e impugna il taccuino da allenatore, gettando le basi per un '2.0' che lo fa restare nel calcio: "Spalletti, Lippi e Zeman sono stati tra coloro che mi hanno spinto a scegliere di fare questa vita".

Coi Satanelli si forma da vice, successivamente guida Gubbio e Latina, fino all'apprendistato di lusso sotto l'ala di Rafa Benitez. I due si conoscono durante i tour europei ad hoc dell'Avvocato per rubacchiare nozioni e ampliare conoscenze, inclusa la tappa a Liverpool, dove le sinapsi entrano in contatto con quelle dello spagnolo.

"Il Liverpool di Benitez era interessante, intrigante, importante, uno spettacolo da vedersi per intensità e qualità del gioco. Era una macchina perfetta. Alcune sue partite dovrebbero essere studiate nelle scuole per allenatori".

Fabio Pecchia Rafa Benitez NapoliGettyRafa Benitez Fabio Pecchia Real MadridGetty

Con Rafa c'è feeling e Benitez non dimentica, tanto da volerlo al suo fianco quando dice sì alla chiamata di De Laurentiis. Pecchia torna nella città in cui ha studiato e trascorso le stagioni da calciatore col sorriso, diventando l'allenatore in seconda dell'uomo dei 'tituli'. Insieme in azzurro vincono Coppa Italia e Supercoppa Italiana tra alti e bassi, il tandem non si sfalda nemmeno nelle difficoltà e resta unito. Dopo il biennio napoletano si vola a Madrid, con Pecchia che passa da Higuain a Cristiano Ronaldo.

"Esperienza incredibile - racconta alla 'Gazzetta dello Sport' - Al Real ogni seduta è una finale. Allenare quei campioni significa non sbagliare nulla. Sono esigenti con se stessi e con gli altri. CR7 dà sempre il massimo e viene naturale seguirne l’esempio. Ha modi cortesi, ma la sua personalità pesa nello spogliatoio. Già da allora aveva simpatia per l’Italia. A Manchester il preparatore atletico Di Salvo lo aveva contagiato".

Il viaggio con Benitez si conclude con l'esperienza di Newcastle, poi Pecchia si mette in proprio andando al Verona: promozione in A al primo colpo, retrocessione al secondo. Alla toccata e fuga nella Serie B giapponese fa seguito la chiamata della Juve Under 23, dove vince la Coppa Italia di C e porta 'l'altra Signora' ai quarti dei playoff di categoria.

"È stata un'esperienza molto utile, un lavoro completamente diverso, di condivisione. Ho imparato tanto, ho cambiato metodo: facevo allenamenti con 6-7 giocatori e la domenica dovevo presentare una squadra".

Mezza stagione sabbatica: è quanto basta a Pecchia per ritrovare la panchina dopo aver salutato l'U23 bianconera. A gennaio 2021 Bisoli esonerato e Cremonese che sceglie l'Avvocato per uscire dalle sabbie mobili della classifica: detto fatto, il binomio funziona e, dopo una salvezza centrata, arriva la trionfale promozione in Serie A.

Pecchia fa il pieno di ambizioni ed entusiasmo ma saluta Cremona, sposando il progetto ducale con l'obiettivo di ripetersi: a Parma, l'Avvocato va a caccia di ulteriori certezze.

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