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Wilfried GnontoGetty Images

Niente Europei Under 19 per Gnonto? Lo Zurigo dice 'no'

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L'esordio in Nazionale con tanto di assist per Pellegrini contro la Germania a Bologna ha gettato luce e riflettori sulla figura di Wilfried Gnonto, fresco anche di prima rete in azzurro che lo ha reso il più giovane marcatore di sempre dell'Italia.

Da 'perfetto sconosciuto', il classe 2003 si è trasformato in oggetto del desiderio di diversi club, tra cui l'Hoffenheim e il Sassuolo, frenati dalla richiesta di 10 milioni dello Zurigo: proprio la società svizzera è al centro di una sorta di caso diplomatico con la Nazionale Under 19 guidata da Carmine Nunziata.

Dal 18 giugno al 1° luglio si terranno gli Europei di categoria in Slovacchia, a cui Gnonto potrebbe non prendervi parte (salvo colpi di scena dell'ultima ora): come riportato da 'La Gazzetta dello Sport', lo Zurigo si è opposto alla concessione del suo giocatore, forte della regola secondo cui si è chiusa nella giornata di ieri la finestra della FIFA con l'obbligo di lasciare a disposizione delle rispettive nazionali gli atleti.

Troppo importante il secondo turno preliminare di Champions League all'orizzonte, che lo Zurigo giocherà contro una tra Lech Poznan e Qarabag: andata prevista per il 19 o il 20 luglio, ragion per cui la priorità è quella di far riposare Gnonto, i cui piani sono stati 'sconvolti' dalla chiamata inattesa di Mancini.

L'agente dell'attaccante, Claudio Vigorelli, avrebbe cercato fino alla fine di mediare col presidente svizzero Ancillo Canepa, irremovibile anche di fronte al tentativo del direttore sportivo Marinko Jurendic: dalle parti di Zurigo c'è la convinzione che l'azzurro della Nazionale maggiore basti e avanzi, con buona pace dello stesso Gnonto che non avrebbe problemi a scendere in campo anche con i suoi coetanei.

Lo stesso esterno offensivo, intanto, al 'Corriere della Sera' mostra di non dimenticare i sacrifici compiuti per arrivare fin qui.

"In questi giorni ho realizzato tanti sogni che avevo quando ho iniziato a giocare. E lo devo ai tanti sacrifici fatti, soprattutto dai miei genitori. Quello che hanno fatto loro per me è stato incredibile".
"Molte volte non c’erano i soldi per andare a Milano all’allenamento: mia mamma lavorava in un hotel a Baveno e sperava nelle mance, per pagare la benzina. Da piccolo non potevo realizzare, ma adesso che ho 18 anni queste cose mi provocano un sentimento strano".
"I miei sono brave persone e hanno avuto la fortuna di trovare altre persone buone, con un grande cuore. Dobbiamo sempre dire grazie a chi li ha aiutati nelle difficoltà. Quando possiamo, torniamo a trovare tutti. E se possibile ad aiutare a nostra volta".

Sul tracollo dell'Italia in Germania, Gnonto non dispera.

"I tedeschi sono stati superiori in tutti gli aspetti, sono molto più avanti di noi e non certo da ieri. Siamo un gruppo giovane, molti fino a due settimane fa non avevano mai giocato assieme. Stiamo cercando di ripartire e davanti abbiamo due anni difficili ma belli: c’è entusiasmo, qualità ed esperienza. Vediamo cosa succede".
"Mancini ha riunito gli 8-9 giocatori che ha convocato dopo lo stage e ci ha detto che dovevamo farci trovare pronti. Lì ho capito che credeva davvero in noi. E questo su di me ha lasciato il segno. Quello che ha fatto il c.t. con noi giovani non era per nulla scontato. È stato un segnale forte".

Infine, parlando di Inter, Gnonto non si nasconde.

"Per il club provo gratitudine: mi hanno dato la prima grande occasione e mi hanno insegnato quasi tutto. Questo ha fatto la differenza per me. Posso dire che sono interista e mi piacerebbe un giorno tornare. Ho tanto tempo davanti a me, vedremo con calma".
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