Tra goie e delusioni, rivincite e conti in sospeso: Italia-Spagna è una sfida che va ben oltre le semifinali di Euro 2020, varcando i confini del tempo. In un certo senso, nell'ultimo ventennio, riferendosi agli Europei può essere considerata "la partita", con più sfumature: a tratti spettacolari, sicuramente indimenticabili.
C'è chi dice che il grande percorso internazionale della Spagna, partito nel 2008 e concluso nel 2012, sia dovuto in particolare a una gara chiave, spartiacque rispetto alle altre: i quarti di finale di Euro 2008 contro l'Italia. E' la formazione di Luis Aragonés, del principio del tiki-taka: ma di quest'ultimo, salvo un continuo possesso sterile, all'Ernst Happel Stadion di Vienna neanche l'ombra, Anzi: in campo una squadra impaurita, solida in difesa, ma ben lontana da quella che conquisterà l'Europa e il Mondo a breve.
E quella non è neanche la miglior Italia: gli azzurri di Roberto Donadoni, freschi campioni del mondo, dopo aver perso all'esordio contro l'Olanda (per 3-0) e pareggiato contro la Romania (1-1), riuscirono a trovare il passaggio del turno vincendo contro la Francia all'ultima giornata (0-2). Insomma, con più di una fatica.
Getty ImagesI novanta minuti terminano 0-0, così come i supplementari: pochissime emozioni, fin qui (un salvataggio sulla linea di Casillas su Camoranesi e un palo di Senna su svista di Buffon). I rigori segnano il confine tra le premesse, la storia e gli scenari alternativi: per la Spagna sbaglia Guiza, per l'Italia De Rossi e Di Natale. Vincono le Furie Rosse, che una settimana dopo alzeranno il trofeo, battendo la Germania.
La possibilità di rifarsi per gli azzurri arriva quattro anni dopo, sempre agli Europei. Prima nei gironi, con un 1-1 firmato in sequenza da Cassano e da Cesc Fabregas, e poi in finale: Kiev sembra il palcoscenico perfetto per riprendersi la gloria, al termine di una cavalcata da applausi per la formazione di Cesare Prandelli, guidata, in avanti, da Antonio Cassano e da Mario Balotelli, simbolo del successo contro la Germania in semifinale. La partita, però, praticamente non esiste: o meglio, vedrà solo una squadra in campo, quella di Vicente del Bosque.
Rispetto alla gara d'esordio, qui non c'è storia: dopo un tempo le Furie Rosse comandano per 2-0, ma corrono il triplo degli azzurri, che hanno già effettuato una sostituzione (Chiellini, non al meglio alla vigilia, non dura moltissimo). Al fischio finale l'Italia esce frastornata e umiliata: 4-0 senza appello. Debacle storica.
Getty ImagesLa rivincita arriva a Euro 2016: l'Italia di Antonio Conte sfida allo Stade de France la Spagna agli ottavi di finale, contro ogni pronostico. E' una squadra ben diversa da quelle viste negli ultimi anni, frutto del lavoro del commissario tecnico, impostato sulla grinta, la personalità e il cuore. Tutti aspetti che vengono messi in campo il 27 giugno 2016: calcio di punizione di Eder, respinta corta di De Gea e tap-in di Chiellini, dopo il tocco di Giaccherini. Poi tanta lotta, e la gioia finale: nei minuti di recupero palla di Darmian che arriva a Pellè che insacca. Saint-Denis, prevalentemente azzurra, esplode. Antonio Conte corre verso la panchina arrampicandosi su di essa, perdendo la testa: immagine simbolo di una vittoria molto più grande del singolo risultato.
Nel corso della storia, però, tanti altri precedenti in gara ufficiale: 12 in tutto, 4 vittorie dell'Italia,6 pareggi e 2 vittorie della Spagna, che salgono a 4 se si contano i successi ai rigori. Insomma: bilancio in equilibrio. Nel 2013 l'ultima sfida in semifinale tra le due nazionali, in Confederations Cup: 0-0 al termine dei novanta minuti, 7-6 ai rigori, con l'errore di Bonucci e con la qualificazione degli spagnoli in finale.
GettyNel '94, ai Mondiali americani, ai quarti l'Italia riuscì a superare la Spagna in una delle gare più iconiche di Roberto Baggio. Al vantaggio "dell'altro Baggio", Dino, gran destro dalla distanza, seguì il mancino deviato di Caminero. Poi, nel finale, la magia del "Divin codino": lancio di Berti per Signori che manda in porta Baggio. Dribbling a Zubizarreta e goal del 2-1, con l'indimenticabile capriola all'indietro al momento della battuta. In campo Luis Enrique, l'attuale ct, colpito duro da Tassotti con una gomitata rimasta nella storia.
L'ultima sfida in gara ufficiale, invece, il 2 settembre del 2017, risultata poi decisiva ai fini della qualificazione ai Mondiali del 2018: doppietta di Isco, goal di Morata, 3-0 e secondo posto nel girone per gli azzurri, fermati poi dalla Svezia negli spareggi. Ma martedì sarà un'altra storia: un altro capitolo di un confronto infinito, tra voglia di rivalsa e di cancellare il passato, per scrivere un futuro migliore.
