Estate 2018. Il RealMadrid va in tournée negli Stati Uniti per prepararsi alla nuova stagione. La prima senza CR7, appena ceduto alla Juventus. Nelle amichevoli, comunque, i Merengues giocano, divertono, brillano. Le telecamere durante un’amichevole pescano un cartello esposto da un giovane tifoso: “Who needs Ronaldo?”. Chi ha bisogno di Ronaldo? Non certo il Real Madrid dei talenti, dei fenomeni che venivano da tre vittorie di fila in Champions League. Eppure, nei primi tempi, la mancanza della superstar si è sentita. Fino a quando si è preso il palcoscenico Karim Benzema. Quello che oggi a Madrid chiamano ‘Étoile’, la stella, in francese. Da spalla di Ronaldo a centro del gioco. O forse qualcosa in più: uomo simbolo, insieme a Sergio Ramos, del club più nobile, più famoso e più vincente nella storia del calcio.
Era arrivato nel 2009. Nell’estate di CR7 e di Kakà. Solo che lui era un semplice talento in rampa di lancio, 21 anni, dal Lione. Gli altri due erano gli ultimi due vincitori del Pallone d’Oro. Differenze. Ha vissuto il dualismo con Higuain come ‘nueve’, ha vissuto serate in cui i fischi del Bernabéu, uno stadio che non perdona e che spesso e volentieri non lo ha perdonato, si sono fatti insistenti. Quando faticava a raggiungere la doppia cifra di goal nella Liga. Quando sbagliava un controllo, un tiro, un passaggio. Facile dire che non fosse esattamente il giocatore più popolare della tifoseria Merengue. Curioso per uno che ha già superato le 500 presenze e punta dritto ai 300 goal con la Camiseta Blanca.
Benzema e le controversie, da sempre a braccetto. Non è mai stato uno che le ha mandate a dire. Non si è mai nascosto. Nemmeno quando, nel 2015, è finito al centro del caso ‘sex-tape’, come era stato ribattezzato in Francia. Quando un gruppo di ricattatori chiese a Valbuena dei soldi per evitare la diffusione di un video hard. Servendosi, tra gli altri, anche di Benzema come intermediario, visti i suoi stretti rapporti con Karim Zenati, un pregiudicato cresciuto con lui nei quartieri poveri di Lione e collaboratore dei ricattatori. L’opinione pubblica si era schierata contro l’attaccante, anche a causa di quelle che in molti hanno definito “cattive amicizie”.
Nonostante le indagini avessero portato all’esclusione dall’inchiesta nel 2017, il numero 9 del Real Madrid non sarebbe più tornato a vestire la maglia della nazionale francese. Ultima presenza: ottobre 2015. Il punto finale su un’avventura iniziata, ancora una volta, facendo rumore sulla sua scelta di giocare con la Francia e non con l’Algeria. Con una frase che lo aveva messo ancora al centro delle critiche.
“Ho detto al capo della federazione e all’allenatore che l’Algeria è il paese dei miei genitori ed è nel mio cuore, ma sportivamente giocherei per la Francia e sarò sempre a disposizione per i Bleus”.
Getty ImagesCi aveva fatto il callo: nel 2010 era finito al centro di un’indagine di prostituzione minorile. Scagionato, non colpevole e non coinvolto. Eppure in Francia si era parlato ancora di lui, non in tono positivo. Più che un calciatore, sembrava essere diventato l’oggetto di un dibattito politico. La doppia cittadinanza, il suo amore per la terra dei genitori, la scelta di non cantare l’inno. Tutti casi di pubblico dominio. Non meno criticato è stato il suo stile di vita, l’amicizia con rapper della scena francese, alcune apparizioni in videoclip.
Il Real Madrid, comunque, si è sempre speso in suo favore. Complice anche l’enorme e mai segreto gradimento di Florentino Pérez nei suoi confronti. Alle critiche Benzema ha risposto in due modi: in campo, con il Real, e nel documentario ‘Le K Benzema’, disponibile su Netflix. E a volte anche su Instagram. Come nella scorsa primavera, quando ha liquidato chi parlava della rivalità a distanza con Giroud dicendo di essere una Formula 1 e che non poteva essere paragonato a un kart. I due erano stati compagni di reparto nel Mondiale 2014. Poi, due anni dopo, Giroud sarebbe stato la punta della Francia all’Europeo di casa. Nel 2018, invece, l’attuale attaccante del Chelsea ha vinto il Mondiale, mentre Benzema era rimasto a casa. Fuori dai giochi.
A KBnueve, comunque, è sempre interessato relativamente poco lamentarsi della propria situazione. Preferisce pensare a giocare, a segnare, a vincere. Cosa che sa fare molto bene. A livello di club con il Madrid ha vinto tutto. La scorsa estate ha anche aggiunto una Liga dal valore diverso. La prima senza CR7. La prima da leader, insieme a Ramos, di una squadra vincente. Che ha voltato pagina, Che ha dimenticato il portoghese e aperto una nuova pagina di storia. Nella quale Benzema è l’Étoile. Con tanti saluti a chi lo fischiava.


