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Ibrahimovic MilanGetty

Ennesimo infortunio: il calvario di Ibrahimovic nel Milan-bis

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Che a Zlatan Ibrahimovic non manchi la tenacia è un fatto assodato nel tempo, in tutti gli anni di una carriera che lo ha visto dominare fisicamente e tecnicamente anche su avversari molto più giovani di lui: proprio questa dote gli sta consentendo di restare in corsa nonostante i 41 anni compiuti ad ottobre, non soltanto con la maglia del Milan ma anche con quella della nazionale.

Il campione di Malmoe, infatti, anziché lasciare ha addirittura raddoppiato: il commissario tecnico Janne Anderssonlo ha convocato per i recenti impegni contro Belgio e Azerbaigian, ma il campo è stato assaggiato soltanto in occasione del primo nel confronto con l'interista Lukaku, uscito nettamente vincitore grazie alla tripletta che ha deciso la sfida.

Il minore dei mali per Ibrahimovic, andato incontro all'ennesimo stop da quando è tornato al Milan nel gennaio 2020: un problema muscolare che sarà valutato di settimana in settimana, con mille punti interrogativi a minacciare il regolare prosieguo di un futuro ancora tutto da scrivere.

Eppure il peggio sembrava essere passato per Ibrahimovic, a segno su calcio di rigore ad Udine, goal che gli aveva permesso di diventare il marcatore più anziano nella storia della Serie A. Un ritorno in bello stile durato pochissimo, dopo il calvario di un intervento per la ricostruzione del crociato anteriore con rinforzo laterale e riparazione meniscale che gli aveva fatto saltare tutta la prima parte della stagione, impedendogli di essere inserito in lista Champions.

Un'operazione inevitabile al termine della passata stagione, conclusa con la vittoria dello Scudetto ma anche tra mille dolori per il liquido che si accumulava all'interno dell'arto, costringendolo costantemente a stringere i denti per aiutare la squadra a compiere un'impresa attesa da 11 anni.

Stagione 2021/22 iniziata con i postumi di una distorsione al ginocchio con tanto di intervento, senza dimenticare la tendinopatia al tendine d'Achille sinistro e un sovraccarico allo stesso ginocchio. Poi è la volta di un'infiammazione al tendine d'Achille destro, mentre nel mese di aprile si ripresenta un sovraccarico all'altro ginocchio, quello finito sotto i ferri il 25 maggio.

Un percorso ad ostacoli che sta minando il prossimo futuro, fatto di un contratto in scadenza a giugno e del sogno di un rinnovo per poter continuare a scrivere la storia con altri record di longevità. Impossibile, però, non fare i conti con tutti questi stop che, in casa Milan, saranno sicuramente valutati nell'ottica di un prolungamento ad oggi più che incerto.

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