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Emanuelson GFXGoal

Emanuelson in Italia: lo Scudetto col Milan e il flop alla Roma

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Promessa dell'Ajax, campione d'Europa Under 21 con l'Olanda nel 2006, Urby Emanuelson in Italia non riuscirà a sfondare nonostante uno Scudetto conquistato col Milan di Allegri.

Terzino di ruolo, cresciuto nel settore giovanile dei Lancieri, debutta in prima squadra nel 2004 dove resterà sette anni. Nel gennaio del 2011 però ecco la chiamata del Milan, con cui firma un triennale. Una chiamata  che, come spiegato a 'Radio Radio qualche anno più tardi, era impossibile da rifiutare.

“Quando sono arrivato nel Milan c’era una squadra fortissima con Ibrahimovic, Thiago, Gattuso e Pirlo. Avevo 24 anni, ero giovane e per questo dovevo imparare tanto, perché il gioco in Olanda è diverso da quello italiano, ma sono contento di quello fatto nel Milan per quasi tre anni”.

Emanuelson si rivela un jolly prezioso per i rossoneri con Allegri, che lo utilizza praticamente in tutte le zone del campo fino a reinventarlo addirittura trequartista. L'olandese vince lo Scudetto nel 2011 e partecipa anche al trionfo in Supercoppa Italiana.

Nel gennaio 2013 però le strade col Milan si dividono, Emanuelson passa in prestito al Fulham dove non trova spazio. Quindi rientra in rossonero arrivando alla naturale scadenza del contratto.

Urby Emanuelson MilanGetty

Rimasto senza squadra, Emanuelson trova una nuova sistemazione alla Roma grazie all'intermediazione di Mino Raiola che la stessa estate porta in giallorosso anche Kostas Manolas. Firma un contratto di un solo anno con opzione per il rinnovo. Stranezza che lo stesso olandese spiegherà qualche tempo dopo a 'Radio Radio'.

"Ho chiesto io di fare un contratto così. Sono venuto qui libero per dimostrare anche alla Roma che sono un buon giocatore. Per restare qui tanto tempo devo fare bene quest’anno, poi vediamo cosa succederà il prossimo. Quest’anno giocheremo tante partite, ci sarà bisogno di tutti. Ci sono buoni giocatori anche nel mio ruolo ma c’è bisogno di tutti. Siamo in trenta, ci sono campionato, Champions e Coppa Italia. Anche io voglio giocare ma dobbiamo lavorare bene insieme".

Alla Roma però l'allora tecnico Rudi Garcia non lo vede praticamente mai, tanto che Emanuelson resta addirittura fuori dalla lista UEFA. A dicembre così anticipa l'intenzione di lasciare la Capitale a 'Voetbal International'.

"Mister Garcia è un allenatore molto competente, un uomo onesto, ma non mi ha mai tenuto in considerazione. Questo è un problema perché voglio giocare a calcio. Il giorno dopo che ho firmato per la Roma, hanno comprato Ashley Cole, anche lui un terzino sinistro. Poche settimane dopo sono arrivati altri due difensori...".

A gennaio viene girato all'Atalanta in prestito, con cui colleziona 9 presenze segnando anche un goal. Rientra alla Roma, ma solo di passaggio e intervistato da 'Extra Time' si lascia andare a un duro sfogo.

"La Roma? Pessima scelta, nella settimana in cui fui preso arrivarono in 6. Non si trattava più di competizione, ma di sopravvivenza. Mi ritrovavo in tribuna, vedevo la squadra giocare da cani, ma non cambiava niente. Garcia mi diceva di avere pazienza. Poi, al momento dei cambi, sceglieva sempre qualcun altro. Spiegazioni zero, consigli su cosa migliorare, meno di zero. Pur di andarmene mi sarebbe andata bene qualsiasi meta".

Nel gennaio 2006 firma col Verona per quella che sarà l'ultima sua esperienza in Italia con 11 presenze, un goal e retrocessione finale. Un flop, insomma, tanto che Emanuelson nella stessa intervista a 'Extra Time' si scaglia contro il nostro calcio.

"A ogni giovane do lo stesso consiglio: non andare a giocare in Italia. Parlo dell’Italia calcistica, non del Paese. Lì il calcio è politica, non sempre giocano i migliori, contano altri fattori come le conoscenze e le amicizie. C'è molta ipocrisia, è difficile fare amicizia o incontrare gente di cui puoi fidarti. Per non parlare delle etichette: basta vedere che De Boer è stato considerato inadatto al calcio italiano poche ore dopo il suo arrivo. Il Paese invece è bello. Al Milan ero un ragazzino in mezzo a tanti campioni. Ho raccolto più di 100 gare, non credo di essere così scarso, pur se negli ultimi anni molti hanno ritenuto il contrario".

Dopo una brevissima parentesi in Inghilterra, allo Sheffield Wednesday, Emanuelson torna a giocare in patria con l'Utrecht nelle cui file milita ancora oggi. Lontano dall'Italia trasformatasi da sogno a incubo di una promessa mai mantenuta.

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