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El Shaarawy RomaGetty

El Shaarawy fa felice la Roma: entra e segna, arma in più per Mourinho

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Terza vittoria in campionato, la quinta stagionale se consideriamo anche le due al playoff di Europa Conference League: la Roma conosce un solo risultato finora nel suo score, seppur all'Olimpico ieri sera abbia seriamente rischiato di racimolare un solo punto o addirittura nessuno.

Il Sassuolo si è dimostrato un'ottima squadra, messa bene in campo da Dionisi che sembra aver raccolto l'eredità di De Zerbi con grande naturalezza: la difesa capitolina ha rischiato in più occasioni di capitolare, salvata da un palo e da un paio di interventi super di Rui Patricio. La ciliegina su una serata indimenticabile è arrivata nel recupero grazie alla magia scoccata dal piede destro di Stephan El Shaarawy.

Il 'Faraone' è stato gettato nella mischia da Mourinho al 70', per prendere il posto di un Mkhitaryan stranamente non all'altezza della situazione: l'ex Milan si è subito posizionato nella sua zona di campo preferita, la fascia sinistra dell'attacco, ed è proprio da lì che è partita la mattonella decisiva per il 2-1 finale.

Un destro di prima intenzione a baciare il palo prima di entrare in rete, sfruttando un assist-sponda di Shomurodov: El Shaarawy ha segnato un goal dei suoi, il secondo stagionale dopo quello al Trabzonspor, arrivato accentrandosi dalla sinistra. Anche in quella circostanza, il classe 1992 era subentrato nelle fasi finali dell'incontro, infilandosi alla perfezione tra le maglie larghe della difesa avversaria con la sua qualità nel dribbling e nel tiro.

Dote ammirata anche contro il Sassuolo, un biglietto da visita niente male per il futuro: la candidatura di El Shaarawy per un posto da titolare (che manca dallo scorso 23 maggio, rete siglata nel 2-2 di La Spezia) ha subìto un'impennata e Mourinho (che ha festeggiato la millesima panchina) prima o poi dovrà prendere in considerazione l'idea di affidarsi a lui con regolarità e non a singhiozzo.

Intanto El Shaarawy deve accontentarsi di quello che passa il convento, ossia le fasi conclusive dei secondi tempi in cui le sue caratteristiche da dribblatore e gran tiratore possono trovare la sublimazione perfetta: se dovesse continuare a strappare complimenti e applausi, è lecito attendersi un sorpasso nelle gerarchie interne che lo restituirebbe definitivamente al calcio italiano dopo la poco felice avventura dorata in Cina allo Shanghai Shenhua.

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