Il match del Gewiss Stadium lascia in eredità una grande certezza: l'Inter può e sa vincere anche gli scontri diretti d'alta classifica e contro l'Atalanta, i nerazzurri hanno spezzato la preoccupante striscia che li ha visti sempre ko nei cosiddetti big match.
E' successo con la Juve, così come era successo con Milan, Roma e Lazio. A Bergamo, però, la squadra di Simone Inzaghi ha invertito la tendenza chiudendo questa prima parte di stagione con l'aggancio al quarto posto, in condivisione con la Lazio.
Contro la Dea è arrivato un successo in rimonta, sul quale c'è la firma in calce di Edin Dzeko, riscopertosi nuovamente faro dell'attacco nerazzurro. Il centravanti bosniaco ha prima livellato la rete di Lookman con la zampata vincente su imbeccata di Lautaro Martinez, e successivamente ha ribaltato l'inerzia del match ribadendo in rete il tentativo di salvataggio di Maehle.
Una doppietta - la seconda del suo campionato dopo quella di Reggio Emilia - buona per spingere i suoi verso il secondo successo consecutivo in campionato. Due sigilli che gli consentono di toccare quota 6 goal in Serie A, a cui si aggiungono i 3 messi a segno in Champions League.
Sempre e comunque decisivo. Anche quando le dinamiche estive di calciomercato sembravano poterlo relegare ad un ruolo di comprimario all'interno del pacchetto avanzato interista. Proprio così, perché il ritorno di Romelu Lukaku all'ombra della Madonnina faceva propendere evidentemente verso questo scenario.
Come spesso succede, però, il verdetto finale spetta come di consueto al campo e il campo, ad oggi, ha narrato tutta un'altra storia: Lukaku si è inceppato subito - finendo prontamente ai box per infortunio - mentre Dzeko ha saputo cogliere l'occasione riappropriandosi dello 'status' di intoccabile all'interno del 3-5-2 interista.
L'uomo giusto al posto giusto. Leader silenzioso che sa essere decisivo nei momenti che contano, quelli in cui il pallone pesa di più che in altri frangenti. Vedere per credere la doppietta di Bergamo, vedere per credere la doppietta al Viktoria Plzen, quella che ha permesso di staccare il pass per gli ottavi di Champions League.
Getty ImagesInzaghi, dal canto suo, non può che gongolare e tenersi stretto il suo attaccante, come ribadito ai microfoni di 'Sky':
"Edinè preziosissimoun grandissimo valore aggiunto. L’anno scorso ero arrivato da una decina di giorni, fu ceduto Lukaku e il primo nome che feci per fu Dzeko. L’anno scorso ha fatto benissimo, quest’anno sapeva che col ritorno di Lukaku avrebbe giocato meno sulla carta e ora nelle ultime 20 ne ha giocate 19".
Il suo contratto scadrà il 30 giugno del 2023, ma le idee del tecnico piacentino - espresse a 'DAZN' - sono piuttosto chiare:
"Gli rinnoverei il contratto, però non sono domande da fare a me. Ho dirigenti esperti e bravissimi, sapranno loro il meglio da fare".
Rinunciare ad uno così? Decisamente difficile.


