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Paulo Dybala celebrating Benevento Juventus Serie AGetty Images

Dybala a caccia della Joya perduta: a Benevento toccherà di nuovo a lui

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Cristiano Ronaldo non ci sarà. Niente convocazione, niente Benevento. Un turno di riposo che, inevitabilmente, ridisegnerà ancora una volta le gerarchie dell'attacco della Juventus. Al Vigorito si cambia di nuovo: tocca ancora a Paulo Dybala, questa volta in coppia con Alvaro Morata. Altra chance, la seconda di fila dal primo minuto, per lasciarsi alle spalle un inizio di stagione particolarmente sofferto.

Pirlo ha dato fiducia a Dybala anche martedì sera, contro il Ferencvaros in Champions League, ottenendo per tutta risposta l'ennesima prestazione opaca dal proprio numero 10. Una serata da 5, che è esattamente la metà di 10: 62 minuti senza lampi, senza acuti, prima del cambio con Morata, poi decisivo. Insomma, chance non sfruttata. Il destino gliene piazza un'altra sotto gli occhi nel giro di pochissimi giorni, contro un avversario abbordabile come lo erano - almeno in teoria - gli ungheresi. Questa volta è vietato fallire.

"Dybala non ha fatto benissimo, viene da un periodo di inattività ma è in crescita. Deve ritrovare la forma migliore anche durante gli allenamenti", ha detto Pirlo dopo la partita. Parole di circostanza da parte di un allenatore che sa bene quanto l'esito stagionale della Juventus dipenda dalle prestazioni dell'argentino. E che, proprio per questo motivo, non ha intenzione di gettare facilmente la spugna.

Benevento e il Vigorito, peraltro, portano bene a Dybala. L'ex palermitano vi ha giocato una sola volta, facendo sfracelli. Era il 7 aprile del 2018 e la Juventus si apprestava a conquistare il suo settimo titolo nazionale di fila. I campani, al contrario, avevano già un piede e mezzo in Serie B. Vendettero cara la pelle, gli uomini di De Zerbi, ma di fronte avevano un giocatore di caratura superiore: Dybala, appunto, autore di una tripletta determinante per il 2-4 finale.

Paulo Dybala celebrating Benevento Juventus Serie AGetty Images

Il Dybala di quel pomeriggio primaverile e questo Dybala sembrano quasi due calciatori diversi. C'è stato il COVID, certo. E poi infortuni e problemi di salute. Ma il Paulo odierno pare aver perso anche la joya, oltre al posto da titolare in attacco. Il ritorno a Torino di Morata, subito straripante sia in campionato che in Champions League, e la conseguente scelta di Pirlo di non puntare sul tridente, lo hanno relegato al ruolo di seconda scelta. Incredibile, per uno come lui.

Al resto hanno pensato le recite di Dybala in questo avvio di stagione: opache, spesso scadenti. Sguardo spento, piedi che non girano, nessun coniglio estratto dal cilindro. Il simbolo rimane il disastroso quarto d'ora finale in casa della Lazio, con tanto di pallone perso a dare origine all'azione del pareggio di Caicedo. Seguito da inevitabili polemiche e accuse dopo il 90'.

Contro il Benevento, la grande occasione di Dybala: dimostrare all'intero ambiente di non aver perso lo smalto dei bei tempi, di poter far concorrenza a Morata per affiancare l'intoccabile Ronaldo, di poter ancora rivestire un ruolo di primissimo piano per le ambizioni della Juventus. Pochi dubbi: domani pomeriggio giocherà l'argentino. Ed è principalmente su di lui che si poseranno gli occhi degli addetti ai lavori. Pirlo compreso.

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