Sembrava una soluzione di ripiego, non solo per il tempismo. Un pezzo da aggiungere all'attacco senza un ruolo ancora ben definito. E invece Moise Kean si sta già prendendo il PSG a suon di goal. Con due doppiette nel giro di cinque giorni: la prima in campionato al Dijon, la seconda in Champions League al Basaksehir.
E pensare che, al suo arrivo, non aveva nemmeno un ruolo definito. Tanto che Tuchel, comunque, si era lamentato della mancanza di un attaccante puro in squadra oltre a Icardi. Sperava rimanesse Cavani, Leonardo invece gli ha portato il classe 2000. Titolare alla prima col Nimes, subentrato all'intervallo contro lo United. Prestazioni in chiaroscuro. Poi, l'esplosione.
L'estate ha portato il PSG a completare il ricambio in attacco. Cavani ai saluti dopo anni di gloria, Choupo-Moting senza rinnovo contrattuale, più il riscatto di Mauro Icardi, già arrivato un anno fa. E l'arrivo di Moise Kean. Uno su cui il tecnico tedesco non aveva grandi aspettative immediate. Che è stato smentito. E che il classe 2000 spera di convincere a suon di goal.
"Il mio posto preferito? Fare goal. Sono pronto a giocare ovunque l’allenatore voglia. Il gruppo è magnifico, lo staff è magnifico. Darò tutto"
A Istanbul ha anche riscritto il libro dei record: il più giovane italiano a segnare una doppietta in Champions. Battendo Alex Del Piero. A 20 anni e 243 giorni. All'esordio assoluto da titolare in Champions League. Con la Juventus aveva collezionato solo spezzoni. A Parigi invece è subito protagonista. Ha già segnato quattro goal in altrettante partite, tanti quanti ne ha segnati in totale all'Everton. Si è conquistato anche la prima pagina dell'Équipe, diventanto 'Mosé' che salva il PSG.
Il presente è dalla sua parte, il futuro lo è da tempo. Ora, senza Neymar per un problema muscolare e con Icardi che deve recuperare da un infortunio al ginocchio, la spalla di Mbappé è lui. È in prestito, ma sogna un futuro a lungo termine a Parigi. Per dimenticare l'anno nero in Inghilterra e per farsi rimpiangere ancora di più dalla Juventus che l'anno scorso, tra bilancio e contratti, ha deciso di sacrificarlo.


