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Kasper Dolberg AjaxGetty

Dolberg, l'"ibrido" di casa Ajax è pronto per fare strada

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Per la fabbrica del talento di casa Ajax, la finale di Europa League avrebbe potuto rappresentare un singolare incrocio tra passato, presente e futuro se solo Zlatan Ibrahimovic  fosse stato della partita. Non tanto perché Kasper Dolberg , assieme a Kylian Mbappé il grande nuovo nome emerso nell’attuale stagione sul palcoscenico internazionale, possa essere avvicinato al fuoriclasse svedese, quanto per un modello - quello del calciatore scandinavo prelevato in giovane età e adeguatamente valorizzato – che ad Amsterdam ha funzionato spesso e volentieri.

Ma per sgombrare il campo da qualsiasi discussione da bar sul questo-assomiglia-a-quello è sufficiente citare il pensiero di un intenditore vero quale John Steen Olsen , lo scout Ajax addetto ai paesi nordici (da lui sono arrivati gli input che hanno portato in biancorosso due pezzi da novanta quali Ibra e Christian Eriksen). “A 18 anni Ibra aveva più potenza fisica di Dolberg, ma quest’ultimo ha già sviluppato un proprio particolare stile. Forte di testa, tiro potente, rapidità di corsa: non è facile trovare un attaccante con un simile bagaglio già a 19 anni. In Dolberg rivedo tratti della personalità di Eriksen: silenzioso, concentrato, senza grilli per la testa. L’attitudine giusta per fare strada ”.

Kasper Dolberg AjaxGetty

Il giovane danese sembra aver dato indirettamente ragione all’uomo che ha contribuito ad aprirgli le porte di casa Ajax, visto che alla vigilia della semifinale di Europa League contro il Lione ha dichiarato che preferirebbe un altro anno di Olanda al salto in Premier League, per continuare la propria crescita. E’ il dilemma che accompagna ogni giocatore che passa da zero al cielo nell’arco di pochi mesi: quanto può essere pronto per un ulteriore salto? Uno bello lungo Dolberg lo aveva già compiuto in estate passando dallo Jong Ajax, con temporanea aggregazione alla prima squadra per cominciare ad assaggiare i primi scampoli di calcio adulto (anche se lo Jong Ajax milita comunque nella B olandese, fattore non trascurabile in tema di sviluppo dei giovani ), alla maglia da titolare al centro dell’attacco ajacide.


Gli scout dell'Ajax dicono di lui: "Ha già sviluppato un proprio particolare stile. In Dolberg rivedo tratti della personalità di Eriksen: silenzioso, concentrato, senza grilli per la testa. L’attitudine giusta per fare strada"


Nel suo esordio, nel terzo turno preliminare di Champions contro il Paok Salonicco, c’è stato di tutto: l’intuizione del tecnico (quando a Peter Bosz fu sconsigliato di mandarlo in campo perché troppo giovane, lui replicò: “ se devo perdere, lo farò a modo mio ”); la freschezza del debuttante (subito in gol, una rete pesante perché ha permesso all’Ajax di pareggiare); l’occasione giusta creata dalla piega degli eventi, visto che Arek Milik era partito per Napoli, Bertrand Traorè si allenava ancora con il Chelsea, mentre il costoso Mateo Cassierra non era propriamente una prima punta. Così l’Ajax, criticato dalla stampa per non avere un piano B di mercato dopo la cessione di Milik, si è ritrovato il piano B in casa.

Dolberg PSGoal

Da quell’eccellente esordio sono passati oramai quasi dieci mesi e il rendimento di Dolberg non ha mostrato alcuna flessione. Alla seconda di campionato, contro il Roda, è arrivata la prima doppietta; a fine ottobre ha bagnato il suo primo Klassieker con un gol che ha permesso all’Ajax di fermare la corsa dei futuri campioni del Feyenoord, partiti con 9 vittorie consecutive; il 20 novembre invece è arrivato il primo tris, avversario il Nec Nijmegen , che ha incassato le tre reti in soli 37 minuti. Più veloce di lui in maglia Ajax è stato solo Marco van Basten , che ne impiegò 22 nel 1984 contro il malcapitato DS’79.

Se il bottino conclusivo in Eredivisie ha fatto registrare 16 gol (più 6 assist), che gli sono valsi il premio di giovane dell’anno del campionato olandese, la stagione dell’attaccante di Voel – piccolo villaggio a 10 chilometri da Silkeborg – è stata impreziosita da un’ottima campagna europea, con un picco primaverile di 4 reti sparse equamente in altrettanti match, ovvero nei doppi confronti contro Copenhagen e Lione, validi rispettivamente per gli ottavi e le semifinali di Europa League.

Kasper Dolberg AjaxGetty

Contro i francesi Dolberg ha offerto una grande prova di maturità, non solo riguardo al feeling con la porta (solo davanti a Lopes non ha sbagliato, trafiggendolo con un diagonale potente all’Amsterdam ArenA e con un pregevole tocco di fino allo Stade des Lumieres) ma anche nella lettura delle situazioni di gioco e nella capacità di far valere la propria fisicità contro avversari più navigati.

Dolberg è un prodotto ibrido di casa Ajax , nel senso che – come nel caso del portiere André Onana – è stato acquistato dagli ajacidi in giovane età, per poi completare la propria crescita nel vivaio del club di Amsterdam. Dolberg è stato pagato 300mila euro al Silkeborg, che ha lasciato all’età di 15 anni dopo un quadriennio formativo iniziato una volta definitivamente scelto il calcio quale sport sul quale costruire la propria carriera. La disputa era con la pallamano , disciplina praticata fino a 11 anni e considerata la fonte principale dello sviluppo delle qualità atletiche di cui è dotato il giocatore.

Una disciplina di famiglia, praticata a livello agonistico sia dal padre, Flemming Rasmussen, che dalla madre, Kirsten Dolberg. In Danimarca la scelta del cognome da adottare è libera, e Kasper ha optato per quello materno in quanto meno comune di quello di papà . Genitori che lo scorso 11 novembre al Parken Stadion di Copenhagen hanno applaudito il suo debutto in nazionale contro il Kazakistan. Stasera, alla Friends Arena di Solna, potrebbe esserci qualcosa di ancora più grande da festeggiare.

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