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Eden Hazard Real MadridGetty

Diventare 'Galactico', conquistare Madrid: la missione di Eden Hazard per il 2021

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“Il peggior acquisto della storia del Real Madrid”, “Una delusione totale”, “Un fantasma”: non esattamente i titoli e i commenti che ci si aspettava di leggere per descrivere l’esperienza alla Casa Blanca di Eden Hazard, ufficialmente il secondo acquisto più costoso della storia del club dopo Gareth Bale (anche se in Belgio assicurano che sono 160 e non 100 i milioni versati nelle casse del Chelsea per il trasferimento del fantasista vallone).

Arrivato a Madrid nell’estate del 2019 dopo un lunghissimo corteggiamento, accolto come l’uomo in grado di riempire il vuoto profondo lasciato dalla partenza di Sua Maestà Cristiano Ronaldo e di ereditare la gloriosa maglia numero 7 del Real, indossata prima di lui da leggende come Kopa, Amancio, Juanito, Butragueño, Raul e appunto CR7.

Aspettative enormi, giustificate dal costo esorbitante del suo cartellino ma soprattutto dal curriculum di Eden: campione di Francia col Lille, due volte vincitore della Premier League e dell’Europa League con il Chelsea, Pallone d’Argento del Mondiale di Russia 2018 con la Nazionale belga, di cui è capitano dal 2015.

“Non sono un Galactico, ma cercherò di diventarlo. Per adesso sono Eden Hazard”, le sue parole, umili e ben ponderate, nel giorno della presentazione al Bernabeu.

Eppure il vero Hazard non si è mai visto in questi primi 18 mesi a Madrid. Un’avventura iniziata col piede sbagliato sin dal giorno del suo arrivo nel ritiro delle Merengues dopo le vacanze estive.

“Non posso nasconderlo, avevo messo su cinque chili. Ingrasso molto velocemente e poi, se faccio attenzione, perdo peso con la stessa facilità. In estate sono salito a 80 chili, ma sono tornato in forma 10 giorni dopo”.

Ma più che il cibo, i veri ostacoli sono stati sfortuna e fragilità fisica: dalla lesione al retto femorale che ha condizionato l’inizio della sua prima stagione in Spagna allo stiramento, sempre alla coscia destra, con cui ha chiuso il 2020 (salvo pochi minuti prima di capodanno contro l'Elche), sono stati ben sette gli infortuni rimediati da Hazard da quando veste la maglia del Real (tra cui anche una frattura capillare del piede e una microfrattura al perone), senza contare lo stop dello scorso novembre dettato dalla positività al coronavirus.

Un calvario che ha costretto Hazard a saltare 38 partite da agosto 2019 ad oggi e che gli ha permesso di scendere in campo solo in 30 occasioni, con 3 goal e 7 assist. Un bottino magrissimo, lontano anni luce da quelli che erano i numeri da fenomeno del belga ai tempi del Chelsea. 

Differente era soprattutto la tenuta fisica di Eden: nelle sue 7 stagioni in Premier League ha collezionato 245 presenze, più di chiunque altro in Inghilterra ad eccezione di De Gea (246). Nessun infortunio muscolare di grave entità, con l’unico stop rilevante causato da una frattura della caviglia procurata in Nazionale nel giugno del 2017.

Il 2021 può essere un anno decisivo per la sua carriera: la priorità è sicuramente ritrovare fiducia e condizione a Madrid, dimostrare di poter tornare ai livelli del Chelsea anche con la maglia del Real e presentarsi integro e al top della forma al grande appuntamento con l’Europeo, che vedrà il Belgio tra le grandi favorite per la vittoria del trofeo. Ma prima di pensare alla Nazionale Hazard vuole ripagare la stima di Zidane, che non ha mai smesso di sostenerlo.

“Speriamo che il 2021 sia il suo anno. Sta lavorando per questo. Eden è venuto qui per dimostrare che giocatore è e abbiamo molta fiducia in lui. Ha vissuto momenti complicati ma piano piano lo vedremo con noi”.

Due spezzoni di gara contro Elche e Celta Vigo a cavallo di capodanno per ricominciare la rincorsa di Hazard verso una maglia da titolare. La concorrenza è numerosa e agguerrita: da Asensio a Vinicius Junior, senza dimenticare Rodrygo, sono tante le carte che Zidane può alternare nella posizione preferita dall'ex Chelsea. Nessuno però con le qualità del belga, che al 2021 chiede principalmente una cosa: passare più tempo in campo che in infermeria, per dimostrare finalmente di poter diventare 'Galactico'...

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