Se fai parte del Liverpool di Klopp e ricopri il ruolo di attaccante, a livello generale, devi essere in grado di fare una semplice cosa: essere duttile. Semplice per modo di dire, perchè non sono certo centinaia quelli capaci di giocare a grandi livelli e in ogni punto dell'attacco. Diogo Jota sì.
Il Liverpool ha costruito la vittoria di Champions League prima e Premier League con un trio d'attacco riconoscibile, unito. Salah e Manè sulle fasce, Firmino al centro. Il brasiliano, però, non è mai stato un goleador assoluto, ma con una buona manciata di reti e il lavoro sporco nel tridente è riuscito a prendersi la scena. Che ora è nelle mani di Jota, arrivato in estate dal Wolverhampton, deciso ad essere il nuovo attaccante titolare di Klopp.
Contro l'Atalanta è stato Jota a rubare la scena con una tripletta, fatta di dribbling, velocità e qualità già mostrata ai tempi dei Wolves e con la Nazionale lusitana. Certo, predilige il ruolo di ala sinistra, ma quello è occupato dal fenomenale Manè. Deve così accontentarsi di essere una prima punta atipica, non un centravanti, non una seconda punta. Un falso nove alla maniera di Klopp.
Esterno sì, ma goleador nell'animo. Basti pensare che nelle ultime otto gare europee tra Liverpool e Wolverhampton ha segnato tre triplette. Numeri che in Europa nemmeno i più grandi e blasonati bomber riescono ad agguantare. Lui c'è riuscito, 24enne con un'intera carriera davanti per continuare a migliorarsi e vincere tutto.
Sembrava dover partire dalla panchina con l'Atalanta, invece Klopp l'ha inserito dal 1', prendendosi gli elogi dei tifosi, dei suoi giocatori, dello stesso Jota, attuale capocannoniere di Champions League. In questo avvio di stagione ha segnato sette goal in dieci partite, alzando l'asticella del suo valore: sotto il tecnico tedesco sta diventando pian piano non solo un giocatore da tenere d'occhio, di seconda fascia, ma uno di prima. Primissima.
Se per i suoi compagni di squadra gli aggettivi e la stima di tutti sono ormai quasi superflui, Jota si prende applausi a ripetizione, davanti alla consapevolezza che Firmino è ormai alle sue spalle. Come riassunto dall'ex idolo dei Reds, Crouch:
"Ero dell'opinione che Firmino fosse un giocatore che non sarebbe mai stato abbandonato da Jurgen Klopp ma, data la loro rispettiva forma, ora c'è una grande decisione da prendere per l'allenatore. Sono rimasto colpito moltissimo da Jota. Sembra che farà la differenza ogni volta che sarà in campo. Ha dato loro un elemento di imprevedibilità, dimostrando che il Liverpool ha fatto un'affare".
Non ci sono solamente Crouch e Klopp, che lo ha voluto fortemente per anni prima di riuscire ad acquistarlo alcuni mesi fa per 50 milioni: Cristiano Ronaldo lo coccola nella Nazionale portoghese, consapevole di come possa fare la differenza ad ogni livello. Lo sta dimostrando. Eccome se lo sta facendo.
Quanto ha dovuto lottare? Tanto. Visto che la gavetta ha dovuto affrontarla, anche se questa fa rima con Championship e non seconda serie ubzeka: dal Porto ai Wolves al secondo livello inglese, 17 goal e Premier per cominciare a mostrare tutta la sua voglia di apparire. Nove reti, poi sette, poi il trasferimento alla corte di Klopp.
Quanto è predestinato Jota? Ha segnato il goal numero 10.000 del Liverpool. Fate un po' voi.




