Si continua a discutere, ma soprattutto si attendono le decisioni dell'Uefa, su quando accaduto martedì scorso nel match di qualificazione ad Euro 2016 tra Serbia ed Albania, dove la presenza di un drone con la bandiera della Grande Albania ed un riferimento al Kosovo libero, ha scatenato una rissa in campo e costretto l'arbitro a sospendere il match prima della fine dei primi 45 minuti.
Non è però la prima volta che accadono cose del genere nella ex-Jugoslavia. Maggio 1990, la nazione è ancora unita ma sull'orlo di una guerra civile, si gioca a Zagabria il sentito match tra la Stella Rossa Belgrado e la Dinamo di un giovane Zvonimir Boban. A causa degli scontri sugli spalti, la partita non comincia nemmeno. La polizia, in maggioranza serba, si scaglia prima contro i tifosi della Dinamo, che però reagiscono ed entrano in campo alla ricerca dei rivali serbi.
La rivolta durerà sino a notte fonda. Ma l'episodio più eclatante ha come protagonista il trequartista del Milan di Capello; per andare in soccorso ad un tifoso serbo che stava subendo delle manganellate da un poliziotto, Boban colpisce l'agente con un calcio volante. Per non subire conseguenze ulteriori dovrà essere poi subito portato via dai tifosi e dai dirigenti della Dinamo.
Per questo motivo rischiò l'arresto e non venne convocato per i Mondiali di Italia '90. Questo il commento di Zorro a quanto accaduto in quella situazione: "Ho reagito a una grande ingiustizia, così chiara che uno non poteva rimanere indifferente. Quando il poliziotto mi ha colpito, ho risposto".
