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Di Canio fa chiarezza: "Né antisemita né razzista, lo devo alle mie figlie"

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Paolo Di Canio ha sempre fatto discutere, dentro come fuori dal campo. Indimenticabile ad esempio il gesto di Fair Play che ai tempi del West Ham gli valse il titolo di baronetto della regina Elisabetta. Così come indimenticabili, purtroppo, sono alcuni eccessi dovuti alle sue simpatie politiche.

Simpatie che, qualche mese fa, costarono all'ex capitano della Lazio l'allontanamento da 'Sky Sport' quando durante una trasmissione mostrò il tatuaggio con la scritta 'Dux' che campeggia sul suo braccio.

Tatuaggio 'Dux', Di Canio sospeso da Sky

Adesso però Di Canio sembra volere prendere le distanze dal passato e, in una lettera scritta alla presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche, assicura: "Non ho e non voglio avere niente a che spartire con idee antisemite, razziste, discriminatorie, violente.

Ritengo, senza se e senza ma, che le leggi razziali volute da Mussolini siano state una terribile infamia per la storia del nostro Paese. Un'infamia che causò un'immane tragedia per migliaia di ebrei in Italia. Questa è la mia posizione convinta e determinata".

Quindi l'ex calciatore continua: "Ho avvertito profonda l'amarezza per essere ancora considerato negativamente per le espressioni e i miei gesti passati, sino ad essere rappresentato come non sono. Vorrei trovare un modo per definire una volta per tutte questa situazione.

Lo devo prima di tutto alla mia famiglia, in particolare alle mie figlie che non possono ritrovare il padre e tutto quello che ho loro insegnato, nella figura di chi viene ancora dipinto come violento, razzista e antisemita. Non lo sono mai stato e non lo sono affatto".

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