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Lautaro Osimhen GiroudGOAL

Derby italiano ai quarti di Champions: perché sì e perché no

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Italia al comando in Europa. No, non è una provocazione di stampo geopolitico, ma una solida realtà certificata dai fatti: tre squadre su otto ai quarti di Champions League sono italiane, nessun Paese può presentarne di può.

Anche l'Inghilterra si è dovuta inchinare: la terra d'Albione si ferma a quota due, mentre Portogallo, Germania e Spagna possono contare su una esponente a testa. Davvero niente male per un movimento come il nostro, martoriato da problematiche interne ma comunque competitivo al di fuori dei confini nazionali.

Venerdì, alle ore 12, si terrà l'atteso sorteggio che delineerà il quadro completo dei quarti di finale: un'urna molto 'italiana', come non accadeva dalla stagione 2005/2006 con la presenza contemporanea di Juventus, Inter e Milan.

Certo, sarà molto complicato replicare lo straordinario risultato del 2002/2003, quando tre italiane su quattro componevano la griglia delle semifinali e dettavano legge anche a livello di forza sul campo: bisogna, infatti, considerare pure la possibilità di un derby italiano, reso plausibile dall'assenza del paletto che ha interessato il sorteggio fino al turno precedente.

Agli ottavi non era possibile che due squadre della stessa nazione potessero affrontarsi: a partire dai quarti, invece, questo criterio non è più valido. E' dunque una possibilità che Napoli, Inter e Milan incrocino i rispettivi destini europei, scenario che regalerebbe quantomeno la sicurezza di avere almeno un'esponente nelle due semifinali.

Un Napoli-Inter, un Napoli-Milan o addirittura un derby tutto milanese, come avvenne - sempre ai quarti - nella stagione 2004/2005. Poco male, dato che il rischio di beccare una tra Manchester City, Real Madrid e Bayern Monaco è elevato. Soltanto il Chelsea e il Benfica, comunque temibili, potrebbero far tirare un piccolo sospiro di sollievo: a quel punto, però, l'accoppiamento con una delle big three sarebbe scontato.

Uno scontro italiano avrebbe anche una natura 'fratricida' con la certezza, stavolta, di perdere una squadra in vista del penultimo atto: un male necessario per poter contare al 100% su almeno una rappresentante nelle ultime quattro, anche se la suggestione di un en plein come 20 anni fa solletica e non poco l'immaginazione dei più patrioti.

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