Pubblicità
Pubblicità
Davide DiawGetty

Davide Diaw, il capocannoniere di B venuto dai dilettanti

Pubblicità

In Serie B c'è un giocatore, un attaccante per la precisione, che sta vivendo il classico momento 'on fire': Davide Diaw ha agganciato Massimo Coda in cima alla classifica dei cannonieri con dieci reti, utili a far raffiorare sogni di gloria per la sua squadra, il Pordenone.

Segui la Serie B in diretta streaming su DAZN

In Friuli è arrivato la scorsa estate dal Cittadella o, per meglio dire, è tornato: sì, perché Diaw è originario di Cividale del Friuli dove è nato da papà senegalese e mamma italiana, crescendo poi ad Udine e segnando a grappoli tra i dilettanti nella provincia friulana.

Ed è proprio nei dilettanti che Diaw ha conosciuto un turbinio di emozioni: la gioia delle marcature contrapposta all'amarezza per essere stato vittima di insulti razzisti riferiti al colore della sua pelle, come raccontato ai microfoni di 'gianlucadimarzio.com' in un'intervista del febbraio 2020.

"Mi hanno messo in difficoltà. Mi hanno chiamato ‘negro’, certo. Però ho sempre saputo distinguere la ‘testa di c…’ da quello che è realmente importante nella vita. E aggiungo: ho sempre avuto al mio fianco persone che mi volevano bene e che mi hanno supportato nei momenti difficili. Io sono un ragazzo istintivo che non nasconde le emozioni".

Oltre alla piaga del razzismo, Diaw ha dovuto fare i conti anche con gli infortuni e, precisamente, con la rottura del legamento crociato per ben due volte: la prima in Serie D, la seconda nel 2018 all'Entella. Due stop, in particolare il primo, che lo hanno indotto a pensare addirittura al ritiro definitivo.

Nel curriculum del 29enne, c'è anche un'esperienza da magazziniere svolta prima che l'Entella decidesse di dargli una chance nel 2016, prelevandolo dai dilettanti del Tamai.

"Prima di firmare per l’Entella ho fatto il magazziniere per un paio di mesi: probabilmente avrei continuato su quella strada e poi cercato altro di più stabile. Poi però è cambiato tutto. Ritrovarsi dalla D alla B a 24 anni non è facile, non ci credevo nemmeno io".

Il presente, invece, dice tutt'altro per Diaw, a segno in sei gare di fila (fatta eccezione per la sfida con la Cremonese, per la quale era squalificato): come lui solo un certo Zlatan Ibrahimovic. Che sia l'anticamera di un'opportunità in Serie A?

Pubblicità