Ieri terzino, oggi centrale in una difesa a tre. Poco importa per Danilo: l'importante è mettersi a disposizione. Della Juventus ma anche del Brasile, che lo ha convocato per le gare di qualificazione a Qatar 2022 in programma in questi giorni. E anche di questo, della posizione in campo, ha parlato l'ex City in un'intervista a 'Globoesporte'.
"Sono un difensore. Non è un problema la posizione. Sono felice di giocare in un ruolo diverso in questa stagione alla Juve. La cosa più importante nel calcio è l’occupazione dello spazio, fare il movimento giusto al momento giusto. Questo non dipende dalla posizione. Ogni posizione ha ovviamente una sua caratteristica particolare, ma in una linea difensiva che vuole costruire con palla al piede, cambia poco il lato in cui si gioca, è più una questione di spazio occupato. Al Real non ho giocato tanto e a volte ho fatto anche il terzino sinistro, mentre al City ho giocato in tutte le posizioni della difesa e anche a centrocampo, ma mi definisco un difensore".
Anche il cambio di ruolo lo ha riportato nel giro del Brasile dopo quasi un anno, complice l'inattività causa Covid. Ma non solo: rispetto alla scorsa stagione, in campo si sta vedendo un altro Danilo. Un intoccabile per Pirlo, non a caso.
"Mi sento soddisfatto del momento della mia carriera, della mia vita e della maturità alla Juventus. Tutto questo mi spinge, mi dà la possibilità di avere un posto in nazionale, di avere continuità. Certo, le parole contano poco. In nazionale quello che conta sono le partite, se non dimostri di meritartelo, che sei ad un buon livello e che sei in grado di gestire la situazione, ci saranno sempre dei dubbi e altre opzioni. Mi sento di essere in un momento importante della mia carriera e della mia vita. Sono pronto ad accettare questo ruolo".
Un modello per Danilo? Pavel Nedved.
"Nella Juve passo tanto tempo con lui, non ha bisogno di presentazioni. Ogni tanto ci sediamo, prendiamo un caffè e penso: “Sto parlando con Nedved”. Parliamo molto di calcio ed è importante avere accanto questo tipo di persone".
Infine, due parole su Andrea Pirlo, passato in un amen dal ruolo di allenatore dell'Under 23 a guida di Cristiano Ronaldo e compagni.
"Con Pirlo è stato molto bello, ha ancora un po’ di cose da calciatore, ma ha già una grande leadership. È importante per un allenatore conquistare il gruppo, non solo in termini di rispetto, ma anche che il gruppo segua le sue idee di calcio. Abbiamo avuto un inizio di lavoro molto promettente. L’altro giorno si è fermato a tirare qualche punizione, io sono stato il primo a sedermi a guardare. Per quello che ha fatto da calciatore bisogna ascoltarlo e guardare, è stato uno dei migliori".


