Cinque anni se ne sono andati da quel 6 giugno del 2015, la sera in cui a Berlino la Juventus perdeva la finale di Champions League contro il Barcellona. Ma il ricordo e il rimpianto rimangono ancora nelle menti bianconere. Mentre chi era in campo, come Dani Alves, ancora celebra quell'impresa.
Il terzino brasiliano, che poco più di 12 mesi più tardi sarebbe passato proprio alla Juventus, ha parlato al sito ufficiale del Barcellona ricordando quella gara.
"Abbiamo giocato contro avversari molto fisici, sapevamo che dovevamo cercaer la vittoria tenendo il possesso del pallone. Non importa quanto siano forti i tuoi avversari, se riesci a far sì che si stanchino".
Il paragone usato da Dani Alves per descrivere l'andamento di quella gara, ovviamente dal punto di vista del Barcellona? Pugilistico.
"Il momento in cui i tuoi avversari abbassano la guardia è il momento di attaccare. Noi eravamo come Muhammad Ali: volavamo come una farfalla e pungevamo come un'ape. Credo che ci siamo meritati di vincere quella finale".
Juventus-Barcellona, come ricordato ancora da Dani Alves, fu una specie di sfida contro il mondo.
"La gente pensava che non avremmo potuto conquistare un altro triplete e faceva il tifo per i nostri avversari. Noi ne eravamo consapevoli. Ma quando si è preparati, è improbabile che le cose negative possano accadere. Il segreto del Barcellona nelle finali è questo: è sempre preparato".


