11 giugno 2021, allo Stadio Olimpico si gioca la gara inaugurale di Euro 2020: l'Italia abbatte la Turchia con tre reti nella ripresa, posando la prima pietra in un cammino che alla fine vedrà gli azzurri trionfare a Wembley, proprio davanti ai padroni di casa dell'Inghilterra.
Oggi 29 marzo 2022, a nove mesi di distanza da quell'incontro, possiamo tranquillamente affermare che il mondo si è completamente rovesciato attorno alla nostra Nazionale, fuori dai Mondiali per la seconda edizione consecutiva come non era mai accaduto prima d'ora.
L'avversaria è sempre la Turchia, in un contesto completamente diverso e per nulla auspicabile cinque giorni fa: a Konya si gioca per una normale amichevole che potremmo definire tra deluse, tra due squadre che hanno interrotto in netto anticipo il sogno mondiale.
Da allora l'Italia ha disputato 15 partite e, se il percorso di Euro 2020 è stato netto, lo stesso non può dirsi per il prosieguo: più di qualche passo a vuoto come i quattro pareggi, tutti decisivi, nel girone di qualificazione mondiale contro Bulgaria, Svizzera (sia all'andata che al ritorno) e Irlanda del Nord, con il 5-0 alla Lituania come unico sorriso.
L'altro successo è il 2-1 al Belgio nella finalina di Nations League, a cui gli azzurri erano arrivati in seguito al ko di San Siro con la Spagna in semifinale. L'altra sconfitta, quella più amara di tutte, è ovviamente lo 0-1 di Palermo che ha qualificato la Macedonia del Nord alla finalissima del playoff in programma stasera in Portogallo.
Rispetto a quella partita dell'Olimpico, a Konya si scenderà in campo con un undici titolare completamente diverso: non ci saranno, ad esempio, né Immobile né Insigne, autori di due dei tre goal (il primo fu un'autorete di Demiral), a cui Mancini risparmierà un'inutile sofferenza in una passerella superflua.
La speranza è che da questa Turchia-Italia possa aprirsi un nuovo capitolo positivo della storia della Nazionale, proprio come 9 mesi fa: una gioia intensa ma, allo stesso tempo, molto breve.
