Ha vinto il campionato in Italia e Spagna, nella sua bacheca ci sono una Champions League, una Copa Libertadores, una Coppa America e una Coppa del Mondo, il tutto mentre in due occasioni è stato eletto Fifa World Player.
Ronaldinho è un giocatore che nel corso della sua carriera ha ottenuto e fatto di tutto, tuttavia non verrà ricordato per quello che ha fatto ma per come lo ha fatto.
Molti appassionati non ricorderanno probabilmente quante volte Ronaldinho ha trionfato nella Liga, ma certamente non potranno mai dimenticare le sue giocate, i suoi dribbling, le rovesciate, il suo ‘elastico’.
PanoramicI colpi di tacco, le finte, i passaggi no-look, sono ciò che l’anno regalato all’eternità, ciò che le generazioni future guarderanno spulciando YouTube.
In occasione del suo passaggio al Milan, il grande giornalista brasiliano, Juca Kfouri, disse di temere il fatto che Ronaldinho potesse essere diventato più uno showman che un calciatore. Come al solito, Kfouri aveva ragione, aveva spiegato alla perfezione che cosa avesse reso Ronaldinho un fenomeno adorato in tutto il pianeta.
Approdato al PSG nel 2001 in maniera abbastanza controversa, quando il suo contratto con il Gremio era scaduto, il suo club percepì solamente una commissione di appena 5 milioni di euro per l’addio di uno dei più grandi talenti espressi dopo decenni dal dal calcio brasiliano.
In Ligue 1 realizzò 17 goal in 55 presenze messe insieme in un paio di anni, il tutto vincendo solo una Coppa Intertoto, uno di quei traguardi difficili da ostentare.

Per la maggior parte degli appassionati però, i titoli rappresentano una rarità. Per la maggior parte di essi, il calcio è fatto di momenti, di lampi nel tempo che vivono per sempre con noi. Ronaldinho ha regalato ai parigini poco in fatto di trionfi e gloria, in compenso però ha lasciato loro ricordi indelebili.
I suoi slalom contro Nantes e Marsiglia. La sua punizione contro il Rennes, la sua sontuosa giocata contro il Bordeaux, la sua corsa in solitaria suggellata da un goal contro il Guingamp. E’ di questo che, chi ha avuto la fortuna di vederlo da vicino, parlerà un giorno ai suoi figli e ai suoi nipoti.
Ronaldinho ha trascorso la sua vita cercando la gioia e cercando al contempo di essere fonte di ispirazione. Ha imparato in età precoce che la vita è breve, che tutto può finire in un attimo e che quindi si deve vivere al meglio.
Suo fratello maggiore, Roberto, era un grandissimo talento, di lui si parlava come di una futura stella. Il più grande successo di Roberto, in realtà, è stato quello di cambiare l’esistenza della sua famiglia, consentendo ad essa di mettersi alle spalle una vita fino ad allora modesta.
Getty ImagesRonaldinho imparò il significato della parola tragedia all’età di appena otto anni. Appena tornato a casa dopo un pomeriggio trascorso a giocare a calcio, venne a sapere che suo padre, Joao, era annegato nella nuova piscina di famiglia. La carriera di Roberto si sarebbe poi conclusa a causa di un grave infortunio ad un ginocchio.
“Quando arriva il denaro, ma anche la pressione e le critiche, resta libero”, ha scritto Ronaldinho in una lettera a se stesso giovane, “Gioca come papà ti ha detto di giocare. Gioca con la palla”.
Ronaldinho non ha mai smesso di giocare. Ha trascorso la sua carriera a diffondere il più contagioso dei sorrisi in tutto il mondo.
La Ligue 1 è stata fortunata a condividere con lui due anni. Due anni che non saranno mai dimenticati. Due anni di puro spettacolo, unici non per quello che ha fatto ma per come lo ha fatto.

