Dalla Lazio... alla Lazio. Come cambia il mondo, come cambia la percezione nel giro di una manciata di mesi. Lo scorso 24 aprile, il Milan sbancava l'Olimpico di Roma, battendo 2-1 la Lazio all'ultimo respiro e compiendo un passo fondamentale lungo il percorso poi culminato con la conquista del diciannovesimo Scudetto.
Nove mesi esatti dopo, però, in casa rossonera la musica è decisamente cambiata: il clamoroso ko patito nella capitale per mano della formazione di Sarri è stato fragoroso. Un 4-0 senza appelli che ha messo a nudo tutti i difetti e le difficoltà di un Milan che si è letteralmente smarrito.
Una macchina letteralmente ingolfata, scesa prepotentemente di giri e che - classifica alla mano - sembra ormai destinata a riporre nel cassetto sogni e ambizione di un bis in chiave tricolore. Il Diavolo schiantato dalla Lazio di Sarri, è rimasto sì al secondo posto in classifica, ma precipitando ad un siderale -12 dalla capolista Napoli al giro di boa del torneo.
Il tutto a condire un inizio di 2023 letteralmente da incubo per la squadra allenata da Stefano Pioli. Il successo dell'Arechi contro la Salernitana ha assunto i connotati della pura illusione, perché da quel momento in casa Milan si è letteralmente spenta la luce: contro la Roma, i rossoneri si sono fatti raggiungere sul 2-2 subendo due goal tra l'87' e il 93'. Il primo preoccupante segnale d'allarme.
Pochi giorni dopo è arrivata la clamorosa eliminazione dalla Coppa Italia per mano di un Torino capace di violare San Siro ai tempi supplementari nonostante l'uomo in meno. Sfumato il primo obiettivo stagionale, Leao e compagni hanno continuato a zoppicare anche in campionato: prima il 2-2 in rimonta e pieno zeppo di ostacoli a Lecce, poi il crollo in terra capitolina.
Nel mezzo un'altra disfatta: il 3-0 di Riyad nella finale di Supercoppa italiana contro l'Inter. Fotografia di uno dei momenti più bui della gestione Pioli, scalfita da un'evidente crisi di gioco e risultati e ulteriormente aggravata dal brusco calo di rendimento dei suoi uomini più rappresentativi: a partire da Giroud - ancora a secco nell'anno nuovo - fino ad arrivare a Leao e Theo Hernandez.
Un ruolo determinante lo hanno giocato anche gli infortuni, con i rossoneri letteralmente falcidiati dalle assenze. A partire da quella pesantissima di Maignan, sparito dai radar da settembre, fino ad arrivare a quella più recente di Tomori.
Un quadro generale estremamente preoccupante che impone al Milan di guardarsi soprattutto alle spalle, vista l'ufficiale riapertura della corsa Champions estesa anche a Roma, Atalanta e, appunto, Lazio. Ci sarà dunque da battagliare nel girone di ritorno per conservare uno dei piazzamenti che valgono il pass per la prossima Coppa dei Campioni.
Per farlo servirà però un evidente cambio di passo e di registro: come riportato da Opta, il Milan non subiva almeno quattro goal senza segnare in una gara di Serie A dal 'famoso' Atalanta-Milan del 22 dicembre 2019, quando il Diavolo crollò 5-0 a Bergamo.
La partita che per tutti sembrava destinata a far calare il sipario sull'avventura di Pioli e che invece rappresentò la svolta in positivo. Quella che i tifosi rossoneri bramano per non dissipare il grande lavoro costruito negli ultimi due anni.




