GOALNon tutti possono menzionare nel curriculum di essere stati bersaglio di un vassoio lanciato da Fabio Capello. Emil Heskey, invece, sì. L’attaccante inglese, nel 2009, fu al centro dell’ira dell’allora c.t. della Nazionale dei Tre Leoni durante un ritiro in vista di una partita per le qualificazioni ai Mondiali.
Un sms galeotto durante il pranzo scatenò l’ira funesta di Don Fabio che scagliò un vassoio contro il muro: Heskey aveva trasgredito il rigido protocollo imposto dall’allenatore italiano. Non si chatta quando si è a tavola tutti insieme, ma il cellulare si tiene in camera. Heskey, poi si riappacificò con Capello e fece parte della spedizione inglese ai Mondiali 2010.
La carriera di Emil Heskey, a parte questo episodio particolare, è contrassegnata soprattutto dalla sua esperienza al Liverpool. Arrivato ai Reds nel marzo 2000 dopo aver ben figurato nel Leicester - oltre 150 partite giocate e 46 reti segnate, due volte in doppia cifra in campionato nel 1996-1997 e nel 1997-1998 - Heskey formò una fortunata coppia d’attacco con Michael Owen.
L’avventura con il Liverpool, però, non era iniziata nei migliori modi tanto che, molti anni dopo, Heskey ha ammesso che i primi mesi sono stati durissimi.
"Non avevo amici, quando ero a Leicester andavo al college dove erano i miei amici e mi sedevo a parlare con loro. A Liverpool non trovavo nemmeno un barbiere. Questo periodo durò sei mesi. Sono stato costretto a crescere molto velocemente perché avevo figli, avevo una ragazza.
Ricordo di essermi letteralmente sdraiato sul pavimento e di aver iniziato a piangere. Continuavo a chiedermi se avessi fatto la cosa giusta. La cosa più strana è che andavo ad allenarmi e mi sentivo bene. Poi ho trovato amici, una routine. Un momento difficile ma è passato”.
Heskey però tenne duro e la sua carriera svoltò, forte anche della scelta che fece quando ero un semplice studente di scuola media:
“Quando ero più giovane mi piaceva di più l’atletica leggera al calcio. Ero anche bravo come velocista e nel salto in lungo. I miei professori, a scuola, dicevano che avrei potuto fare una bella carriera, ma poi alla fine ho preferito il calcio. Il motivo? L’atletica leggera potevo farla solo alcuni mesi dell’anno, con il calcio potevo giocare tutto il giorno, tutti i giorni”.
Per sua fortuna, poi, le cose sono cambiate e nel 2001 i Reds conquistarono un particolare Triplete vincendo la Coppa Uefa, la FA Cup e la Coppa di lega inglese in cui c’è anche la sua firma. La stagione 2000-2001 coincise anche con l’anno migliore dal punto di vista realizzativo: Heskey siglò ben 14 reti in Premier League e 3 in Coppa Uefa. La scena è tutta per Owen (che nel 2001 conquistò addirittura il Pallone d’Oro), ma Heskey riuscì a ritagliarsi il suo spazio e a contribuire ai successi dei Reds andando a segno anche nella gara di Supercoppa Europea vinta contro il Bayern Monaco (2-3).
GettyUna delle critiche più feroci nei confronti di Heskey, però, riguardò la sua poca confidenza con il goal. Anni dopo, in un’intervista al Guardian, l’attaccante si giustificò così: “Gioco per la squadra, questo mi basta. A 24 anni avevo già tutto, con il Leicester avevo segnato tanti gol, raggiunto finali di Coppa, poi il trasferimento record al Liverpool, uno dei club più grandi al mondo, titoli vinti, partite memorabili. Cosa potevo volere di più. Sono arrivato in alto, tutto il resto non mi interessa”.
Heskey ricorda anche come Houllier lo mettesse sotto torchio facendogli guardare tanti video per migliorare tanto che alla fine “finì per addormentarmi”. Il 2001 fu un anno particolarmente felice per Heskey che mise la sua firma anche nella storica vittoria dell’Inghilterra a Monaco di Baviera contro la Germania: un successo firmato Reds visto che andarono a segno anche Gerrard e Owen. Il 5-1 degli inglesi rimase negli annali e per Heskey fu probabilmente il punto più alto della propria carriera.
Getty ImagesCon Eriksson, c.t. dell’Inghilterra fino al 2006 c’era grande feeling: “Mi piaceva, molto meticoloso nella preparazione. Non riesco a ricordarlo come allenatore, ma quando sono andato in campo ho sempre dato tutto”. La sua ultima gara in Nazionale, curiosamente, fu proprio contro la Germania a cui segnò nove anni prima: i tedeschi si vendicarono della debacle casalinga e rifilarono, non senza polemiche, un perentorio 4-1 agli inglesi.
L’addio al Liverpool coincise con l’arrivo dall’Auxerre di Djibril Cissé. La società disse a chiare lettere che le opportunità sarebbero state limitate. Heskey ci pensò e poi alla fine accetto il passaggio al Birmingham City anche se, come poi sono andate le cose, se ne è un po’ pentito: “Cissé subì un brutto infortunio e il Liverpool giocò quella stagione con pochi attaccanti. Se poi penso che vinsero pure la Champions League qualche rimpianto mi rimane”.
Dopo la parentesi al Birmingham City, Heskey giocò con Wigan e Aston Villa. Con la Premier League chiuse nel 2012 e si trasferì in Australia, al Newcastle Jets. Disse al Daily Mail:
“Può sembrare un po’ folle venire a giocare in Australia, ma per me è un privilegio giocare in questo campionato”.
Prima stagione soddisfacente con nove reti, poi un progressivo calo prima del ritorno in patria.
L'Europa mancava, la sua Inghilterra ha chiamato ed Heskey ha risposto presente, accettando l’offerta del Bolton. Si ritira nel 2016, l'anno in cui il Leicester, la squadra in cui è cresciuto, si è laureato per la prima volta nella propria storia, campione d'Inghilterra.
Come tanti altri calciatori, Heskey ha scritto un'autobiografia in cui racconta la sua carriera e i suoi trionfi.
Adesso Heskey ha poi scelto di continuare a lavorare nel calcio e ha iniziato a collaborare con il Leicester femminile, in attesa di avere la sua occasione per rimettersi in gioco e diventare capo allenatore di una squadra.
