Pubblicità
Pubblicità
Raul Jimenez Wolves 2019-20Getty

Il flop all'Atletico, la rinascita ai Wolves, il grave infortunio: la storia di Raul Jimenez

Pubblicità

Nell'elenco dei tanti talenti esplosi in età avanzata va sicuramente inserito Raul Jimenez , messicano 29enne finito sulle prime pagine della Premier League dopo una stagione da urlo, che lo ha proiettato per mesi anche al centro di numerose voci di mercato.

Sulle tracce del classe '91 erano finite tante big, tra le quali il Manchester United e la Juventus , mentre il Wolverhampton aveva esercitato il riscatto dal Benfica a 38 milioni di euro. Alla corte del tecnico Nuno Espirito Santo l'attaccante ha trovato finalmente la propria dimensione, trascinando la squadra nelle zone alte della classifica e cullando a lungo il sogno Champions League.

Accanto a Jota, Raul Jimenez ha finalmente trovato il giusto feeling con la porta, risultando perfetto nei meccanismi della squadra. Letale in area di rigore e nel gioco aereo, prezioso nella costruzione della manovra: la pedina perfetta di un ingranaggio che gira alla perfezione e che ha strappato consensi in Europa.

Una carriera rallentata dal pesante flop all' Atletico Madrid , che lo aveva prelevato dall'America nell'estate del 2014 tra mille aspettative e forti pressioni. Chiamato a sostituire un 'pezzo da novanta' come Diego Costa e a prendere l'eredità dei grandi attaccanti Colchoneros, Raul Jimenez non ha retto e ha fallito il suo primo grande appuntamento con il calcio europeo.

Le cose sono migliorate decisamente al Benfica dopo un solo deludente anno in Liga: in Portogallo sono arrivati i primi lampi del talento che aveva inizialmente stregato il Cholo Simeone, ma dopo tre anni di leggera ripresa era di nuovo ora di spiccare il grande salto in un campionato più blasonato.

Il più complicato dal punto di vista fisico, il più importante dal punto di vista mediatico: è proprio in Premier League che la scintilla è stata accesa, il giocatore giusto al momento giusto per rincorrere i grandi attaccanti del panorama europeo.

Raul Jimenez Wolves Sin Cara

Un grande professionista attento anche agli altri sport, come dimostra la particolare esultanza sfoggiata durante la semifinale di FA Cup, dove Jimenez ha sfoggiato la tipica maschera del wrestler connazionale Jorge Arias, in arte Sin Cara . Un omaggio all'amicizia tra i due atleti nata ai tempi del Benfica, quando lo stesso giocatore esultò per la prima volta con una maschera simile. Da allora il wrestler regala di tanto in tanto sempre nuove maschere all'attaccante, che le utilizza come portafortuna durante le sue partite più importanti.

Definito ben presto "uomo dei goal pesanti" dalla tifoseria Wolves per quella particolare tendenza ad andare a segno contro le big, Jimenez è già il giocatore messicano più costoso della storia, con la benedizione di un certo Ivan Zamorano , che lo ha accostato a un 'mostro sacro' come Karim Benzema per caratteristiche tecniche e dedizione alla manovra.

Sono bastate due stagioni al talento messicano per zittire anche gli ultimi detrattori, con il sogno fisso di superare il connazionale Chicharito Hernandez: "In Messico si guarda molto la Premier League, Quello che il Chicharito ha fatto al Manchester United è stato fantastico, ha dato il 100% ogni volta che è stato chiamato in causa. Io spero di poter fare meglio... ".

Lo scorso novembre però in un brutto scontro di gioco col brasiliano David Luiz, Raul Jimenez ha riportato una seria frattura al cranio con conseguente intervento chirurgico. Dopo aver perso i sensi, l'attaccante era stato prontamente trasportato in ambulanza all'ospedale.

Dopo sei mesi lontano dai campi, Jimenez è finalmente tornato seppure solo in panchina contro il Manchester United ma dovrà sempre indossare un caschetto protettivo alla testa. Il peggio però sembra alle spalle, come raccontato dalla compagna Daniela Basso al 'New York Times'.

"In quel momento, purtroppo, il mio primo pensiero è stato che fosse morto. Di solito i calciatori reagiscono, invece non vedevo niente, non riuscivo a vedere i suoi occhi. Ci sono voluti 45 minuti prima che sapessi che era vivo".

Pubblicità
0